Indignati, disperati, infuriati. Gli ex dipendenti Triscele non vogliono l’indennità, chiedono dignità

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tn triscelemurettoMimmo Sorrenti è salito sull’albero. I colleghi sono seduti in fila sul muretto che delimita il cancello d’ingresso della Triscele. Non vogliono scendere e preannunciano altre clamorose iniziative. Da oggi, tutti e 41, sono licenziati. E le urla sulla via Bonino mentre le auto dei messinesi transitavano e guardavano con occhi sorpresi quelle scene sono state indirizzate anche verso di loro: «Vergogna — gridavano gli ex Triscele — non v’interessate della chiusura dello stabilimento che ha fatto la storia della città con la Birra Messina. Vergogna fermatevi, stateci vicino». Un dipendente si è pure sentito male ed è stato necessario l’intervento dell’ambulanza. «Non vogliamo la mobilità e l’indennità di disoccupazione — ha detto Sorrenti —. Vogliamo dignità, vogliamo il lavoro, non siamo speculatori, gli speculatori sono altri». Riferendosi agli ex titolari. Antonino Catanzaro replica: «A noi interessa il lavoro, non la cassa integrazione, non la mobilità, il lavoro». Adolfo Giordano aggiunge: «Con un foglio di licenziamento hanno cancellato 90 anni di storia, chiediamo aiuto al presidente della Regione Crocetta e agli imprenditori seri che vogliano investire». Placido Ruggeri dice: «Noi siamo pronti a far ripartire lo stabilimento ma la politica deve aiutarci, il marchio Birra Messina deve tornare a Messina, questo settore non è in crisi, i Faranda, dopo sei mesi dall’acquisto dello stabilimento, avevano già problemi». Enzo Cocivera della Flai Cgil commenta: «Con la disoccupazione per loro si aprono le porte della mobilità che ovviamente non accettiamo, l’indennità è pari all’80% dello stipendio e sarà distribuita per età, quelli che hanno 40 anni l’avranno per 2 anni e quelli che hanno compiuto 50 anni per 4 anni, ma non la vogliamo».

@Acaffo 

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