In cella con il figlio di 8 mesi. Il Tribunale di Sorveglianza la scarcera

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carcere-femminileLenuta Stanescu, rumena, arrestata lo scorso marzo, a seguito di un provvedimento di esecuzione di pene, condannata a 3 anni e 4 mesi di reclusione, è stata scarcetrata e condotta ai domiciliari.
L’avvocato Giovanni Villari, che la assiste, ha ottenuto il trasferimento della donna in una struttura di accoglienza di donne con minori, laddove la Stanescu potrà portare alche il proprio figlio di soli 8 mesi. L’avvocato Villari, infatti, ha sostenuto che la donna “era stata arrestata in violazione delle disposizioni contenute nella legge sull’ordinamento penitenziario ove si prevede il rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena in caso di madre di infante di età inferiore ad un anno”. Il giudice Luana Lino, magistrato di Sorveglianza, ha concesso i domiciliari presso la struttura in provincia di Catania.
“In un periodo storico particolare in cui la problematica delle condizioni disumane e degradanti in cui versano le carceri italiane ha, ormai, raggiunto livelli esorbitanti – dichiara l’Avv. Giovanni Villari – continuare a costringere una donna e un bimbo di soli otto mesi all’interno di una struttura carceraria, avrebbe significato violare diritti della persona come quello alla salute, alla dignità umana nonché il divieto assoluto, previsto dall’art. 3 della CEDU, di sottoporre la persona a pena e trattamenti disumani e degradanti”.

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