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Furti in villa e spaccio di droga: 4 condanne e 2 rinvii a giudizio

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tribunale-MeQuattro condanne con il rito abbreviato e due rinvii a giudizio sono stati decisi gup Maria Teresa Arena, oggi in Udienza preliminare, nell’ambito del procedimento penale scaturito dalla operazione “Savana”, che lo scorso gennaio ha svelato l’esistenza di due organizzazioni, con base operativa al rione Mangialupi, attive nei furti di mobili antichi e nel traffico di droga. Le condanne:2 anni e 4 mesi per Maria Burrascano, più tremila euro di multa; 4 anni, 4 mesi e 20mila euro di multa per Concetta Lo Cascio; 4 anni, 2 mesi e 20mila euro da paagare per Alessio Coppolino; Santino Gugliotti dovrà scontare 4 anni, 6 mesi e pagare 22mila euro. Rinviati a giudizio, al prossimo novembre, Giovanni Cutroneo e Giuseppe Lo Cascio.
Al centro della operazione Savana, scattata ad opera dei carabinieri, c’era il rione Mangialupi. Da lì si diramavano due organizzazioni, collegate tra loro, che si spartivano due diversi settori del crimine: furti in appartamenti e traffico di droga. Capillare, in entrambe le sezioni del crimine, l’attività. L’organizzazione, infatti,- secondo gli inquirenti – non badava a spese da trasferta. Per i furti, i componenti la banda, da Messina si spostavano nell’intera provincia peloritana, sino a raggiungere Catania. Obiettivo prescelto erano ville o case di campagna, disabitate e isolate. Al mattino lasciavano un segnale sulla porta, un depliant pubblicitario che, se ancora nella stessa posizione a sera, indicava che nessuno dei proprietari era sopraggiunto nel frattempo.
Il furto era programmato in ogni tappa. La prima: sopralluogo mattutino dell’immobile, per valutarne il contenuto in arredi; la seconda: visita notturna di una vera e propria squadra di “traslocatori”, per smontaggio dei mobili di valore e collocazione su apposito camion per il trasporto.
Oggi per 4 tra i componenti la banda è arrivata la condanna.
Hanno difeso gli avvocati Nino Cacìa, Salvatore Silvestro, Massimo Marchese, Francesco Traclò, Carlo Autru Ryolo e Pierfrancesco Broccio.

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