Frana Capo Alì. Comitati, politica e sindacati denunciano: “Tragedia annunciata”

frana_capo_alì“Cronache di tragedie annunciate e mai prese in considerazione”, comincia così la nota che Tiziana Simonetti, del Comitato No Frane della riviera jonica messinese, Giacomo Di Leo, coordinatore provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori- di Messina e Filippo Sutera, coordinatore provinciale CUB (Confederazione Unitaria di Base), inviano alla stampa per commentare e denunciare la “prevedibile” frana che la pioggia ha provocato a Capo Alì.

“Siamo alle solite – continuano Simonetti, Di Leo e Sutera – a Capo Alì un’ennesima frana ha diviso in due la riviera ionica: siamo appena al 9 settembre del 2015, si prospetta un autunno-inverno difficile e pieno di pericoli fisici per i lavoratori e cittadini che si devono spostare verso Taormina o verso Messina, senza che le autorità competenti abbiano risolto in maniera strutturale e definitiva un problema vitale per la circolazione, che si trascina da decenni, mettendo a rischio la vita delle persone”.

“Francamente contradditorie e scandalose – aggiungono – le dichiarazioni del presidente del consiglio comunale di Alì Terme, Lorenzo Grasso, che parla di interventi risolutori, con reti più moderne ed efficienti. E’ da una vita che si mettono e rimettono reti più o meno “efficienti”, con gli stessi risultati: nuove e continue frane, ad ogni temporale”.

“Una strada con mille insidie tra la ferrovia e il costone roccioso, una strada che ogni giorno mette in pericolo centinaia di automobilisti che per raggiungere i luoghi limitrofi devono inevitabilmente attraversarla. Ribadiamo quanto scritto in un comunicato dello scorso autunno (sempre in occasione delle solite frane): la vicenda ha dell’incredibile”.

“Fondamentalmente il problema è politico/economico. Come mai – si interrogano – non è stata realizzata una galleria para massi come quella che vi è in zona Isolabella, strada che porta a Giardini Naxos?”

“Qualcuno potrebbe speculare sulla manutenzione di quel tratto stradale fragile – si chiedono – che durante l’autunno e l’inverno fa da cassa per molte ditte che curano per così dire la zona?”

“I cittadini sono stanchi e con il presente comunicato preannunciano anche un esposto che sarà depositato in Procura e con il quale si vuole denunciare un pericolo imminente. Nel malaugurato caso di danni a persone o mezzi – dichiarano Simonetti, Di Leo e Sutera -, le autorità competenti si dovranno assumere tutte le responsabilità civili e penali”.

“Per avere una corretta manutenzione di questo tratto stradale non occorre la rete ridicola per contenere la montagna – suggeriscono -, ma occorre una protezione in cemento armato che garantisca l’incolumità dei cittadini”.

Nei prossimi giorni saranno rilanciate “iniziative di lotta per richiamare l’attenzione su un problema vitale di viabilità, tragicamente rimosso, a partire da una raccolta firme per pretendere dagli organi competenti la risoluzione definitiva del problema”.

Concludono: “La regione dovrebbe dare maggiori risorse ai Comuni per un’elementare pulizia di torrenti ostruiti da spazzatura, come ad esempio il torrente sottostante la piazza Alcide De Gasperi di Itala Marina che, se non ripulito a tempo debito, potrebbe diventare un pericolo insidioso”.

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