Corsi d’oro. Il Tar respinge il ricorso della Lumen: sì alla revoca di accreditamento

tarIl Tar di Catania ha respinto il ricorso avanzato dai legali della Lumen, l’ente di formazione messinese coinvolto nella operazione “Corsi d’oro”, insieme agli altri enti, Aram e Ancol. Uno scandalo, quello del luglio dello scorso anno, che aveva visto finire agli arresti domiciliari 10 persone ( altri furono semplicemente indagati), a vario titolo accusati di associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di progetti formativi.
Da quella incheista, erano scattati, da parte del dipartimento regionale della Formazione, gli atti di revoca di accreditamento per Lumen, Aram e Ancol. Una decisione, questa, contro la quale i centri di formazione inquisiti avvano deciso di opporsi ricorrendo al Tar di Catania: nulla di fatto, almeno per la Lumen. I giudici amministrativi hanno rigettato l’istanza.
Lo scoso luglio, in conferenza stampa, il procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte, aveva detto: ” Il malaffare regnava sovrano sugli enti di Formazione Ancol, Aram e Lumen. Puntavano su meccanismi, a volte sofisticati, altre meno, di deviazione delle risorse pubbliche”. In pratica- aveva aggiunto- venivano messe in piedi società fittizie, riconducibili agli indagati, che raddoppiavano anche sino al 600% i costi sostenuti per gli affitti o le prestazioni di servizi”.
Le indagini della Guardia di Finanza e della sezione di Pg della Polizia avevano, inoltre, accertato che molte di queste società fantasma avevano rapporti amministrativi soltanto con alcuni tra gli enti oggetto di inchiesta. Esistevano, poi, fatture relative a servizi effettuati all’interno degli stessi senza alcuna logica di mercato. E’ così che ottenevano decine di milioni di euro che la Regione destina agli enti della formazione professionale.
La Regione siciliana si è costituita parte civile nel processo.

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