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Compra borse, scarpe e orologi con carte contraffatte: denunciato 28enne a Messina

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È accusato di ricettazione, indebito utilizzo di carte di credito e falsificazione di strumenti di pagamento il 28enne denunciato, in stato di libertà, dai Carabinieri di Messina. A casa dell’uomo, infatti, sono stati trovati borse, orologi, scarpe, cellulari e altri oggetti dal valore complessivo di circa 40mila euro, ritenuti provenienti da acquisti fatti con carte di credito contraffatte. Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Messina Sud.

I militari dell’Arma avevano accertato frequenti spedizioni di pacchi che le diverse agenzie di spedizione recapitavano presso un esercizio commerciale della zona sud del capoluogo peloritano. Dagli accertamenti effettuati, i Carabinieri hanno identificato il 28enne nigeriano, già noto per reati contro il patrimonio, quale destinatario delle spedizioni.

Ritenendo che l’uomo potesse detenere materiale provento di attività illecita, i Carabinieri hanno perquisito la sua abitazione trovando nella disponibilità dell’uomo, un’ingente quantità di oggetti tra cui borse, orologi, scarpe, computer portatili, telefoni cellulari, profumi, dal valore complessivo di circa quarantamila euro, proveniente verosimilmente da acquisti che l’uomo effettuava sulle varie piattaforme online mediante l’utilizzo di carte di credito contraffatte. Durante la perquisizione i Carabinieri hanno inoltre rinvenuto una modica quantità di marijuana, detenuta per uso personale. Tutta la merce è stata sequestrata unitamente alla droga e il cittadino straniero è stato deferito alla Procura della Repubblica di Messina.

Con l’approssimarsi delle festività natalizie, per evitare di cadere “vittime” dei crimini informatici, i Carabinieri raccomandano di prestare particolare attenzione agli acquisti sul web, soprattutto evitare di fare acquisti siti conosciuti e di inviare i propri dati o i documenti personali. In ogni caso è preferibile pagare con carte prepagate per evitare così di comunicare il numero della carta di credito o il codice iban del conto corrente bancario che una volta diffusi in rete sono soggette al rischio di essere clonati.

FONTE: Legione Carabinieri “Sicilia” – Comando Provinciale di Messina

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