Caliò e Conti citano in tribunale una ventina tra ex e attuali consiglieri e amministratori comunali

Tanino Calio1Citeranno per testimoniare davanti al giudice una ventina tra ex e attuali consiglieri e amministratori del Comune. Gaetano Caliò e Carmelo Conti, già consiglieri comunali, il 12 giugno dovranno difendersi in processo dall’accusa di abuso d’ufficio dopo essere stati rinviati a giudizio.

I due hanno deciso di citare una ventina tra ex e attuali consiglieri e amministratori di Palazzo Zanca (tra gli altri l’ex segretario generale Santi Alligo, l’attuale dirigente Salvatore De Francesco, i componenti della precedente commissione ai Servizi sociali, gli ex consiglieri Giuseppe Capurro, Sebastiano Tamà e Pippo Ansaldo,( forse anche l’ex sindaco Buzzanca che aveva la delega in materia) che – secondo i due – dovranno chiarire al tribunale quale azione ispettiva è in capo ai politici eletti e per sostenere quello che i due hanno fatto quel giorno. Conti e Caliò sono stati rinviati a giudizio dal Giudice per le udienze preliminari Giovanni De Marco per l’ispezione – a quanto pare non legittima – all’asilo nido “L’Angolo del Cucciolo” il 10 maggio 2012. Caliò e Conti erano componenti dell’ex commissione ai Servizi Sociali del Comune. I due, candidati alle ultime elezioni comunali nella lista dei Democratici riformisti, non sono stati rieletti.

Caliò dice: “Noi citeremo tutti i componenti della commissione consiliare che in quella giornata è andata in ispezione all’asilo di San Licandro, citeremo Santi Alligo nella qualità allora di segretario generale, citeremo il dirigente Salvatore De Francesco che all’epoca era il responsabile ai Servizi sociali, citeremo i colleghi Capurro, Tamà e Ansaldo che giustamente hanno svolto un’ispezione a Casa Serena e oggi mi pare si parli di chiusura di quella struttura, voglio dire che né Conti né Calio sono usciti pazzi, citeremo tutti quei soggetti che dovranno andare a dire, a sostenere quello che noi abbiamo fatto, citeremo tutte quelle persone che andranno a rappresentare che l’azione ispettiva dei consiglieri è in capo proprio ai consiglieri, io ho fatto veramente il consigliere e di questo me ne faccio un torto – conclude Caliò – questi colleghi che saranno citati dovranno dare un conforto rispetto al ruolo del consigliere comunale, non vorremmo che in tutta Italia i consiglieri si spaventino, dopo il nostro caso, a svolgere la loro azione ispettiva”. @Acaffo

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