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Aggressioni dipendenti ATM, l’Azienda replica ai sindacati: «Cercano di aumentare la tensione»

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Due aggressioni in un giorno contro i dipendenti di ATM a Messina, una contro un giovane autista, l’altra al deposito del carroattrezzi. Dopo la nota inviata da Filt CGIL, UILT, Faisa Cisal, UGL e ORSA, l’Azienda commenta quanto accaduto e replica alle accuse mosse dai sindacati.

Cos’è successo? Secondo quanto riportato dai sindacati, nella giornata di ieri, 14 dicembre, un autista è stato aggredito a colpi di stampelle da un utente che voleva salire a bordo del bus prima della fermata; mentre al deposito dei carroattrezzi, un uomo avrebbe «messo le mani addosso» a un dipendente delle ditte appaltatrici e poi minacciato gli altri lavoratori presenti. Filt CGIL, UILT, Faisa Cisal, UGL e ORSA hanno però puntato il dito anche contro l’Azienda (qui la nota con le dichiarazioni delle organizzazioni sindacali).

Pubblichiamo, di seguito, in maniera integrale, la replica dell’Azienda:

«Atm – si legge in una nota – è da sempre particolarmente vicina ai propri dipendenti e sta accertando quanto avvenuto. Gli eventi successi ieri in prima serata sul bus e al deposito il carro attrezzi sono stati segnalati stamattina con apposite relazioni che dimostrano si sia seguita regolarmente la procedura, con l’eventuale intervento delle forze dell’ordine come previsto in situazioni simili. In particolare, nel secondo caso si è trattato di un episodio di minima rilevanza che non ha avuto conseguenze, tant’è che il personale impegnato nel reparto ha predisposto una relazione scritta solo a seguito di richiesta aziendale».

«ATM – aggiunge l’Azienda – ha dimostrato la massima attenzione verso la sicurezza dei propri dipendenti, grazie alla presenza di importanti deterrenti come la video sorveglianza su tutti i veicoli e la dotazione di bodycam ai dipendenti del settore rimozione e ai verificatori titoli di viaggio. Queste iniziative si sono rivelate finora estremamente utili per limitare aggressioni e accuse infondate nei confronti dei lavoratori».

«Non possiamo – conclude ATM –, però nel contempo, non stigmatizzare quanto scritto dalle organizzazioni sindacali che, come fanno da molto tempo, cercano solo di aumentare il livello di tensione col solo evidente fine di enfatizzare un inesistente scontro tra le direzioni aziendali e i lavoratori».

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