Ineleggibilità al Comune. Sindoni passa all’attacco e denuncia Le Donne e Canale

Donatella SindoniIn merito alla vicenda sulla mia ‘presunta’ ineleggibilita’ comunico che la sottoscritta consigliera comunale Donatella Sindoni ha presentato, in data odierna, alla Procura della Repubblica di Messina e al Sig Prefetto di Messina, denunzia nei confronti del Segretario/Direttore Generale dott Le Donne del Comune di Messina (ndr Maria Canale).  Questo il post pubblicato su Facebook dall’esponente di Grande Sud.
Tutto trae origine dalla lettera presentata dall’ex consigliere comunale Pd Giovanni Cocivera che,  citando una legge regionale,   aveva  invitato il segretario generale del Comune Antonio Le Donne ad accertare eventuali ipotesi di ineleggibilità vista la carica di rappresentante legale di un laboratorio d’analisi ricoperta dalla stessa Sindoni al momento dell’elezione. Cocivera probabilmente aveva tratto spunto dall’intervista che un giornalista, Michele Schinella, aveva fatto a Donatella Sindoni: lì, Schinella aveva sollevato il caso, riportando la  norma della legge regionale 31 del 1986 (articolo 9), che stabilisce “l’ineleggibilità del rappresentate legale della struttura convenzionata con l’Asp”.
La stessa Sindoni, durante la conferenza stampa del 13 luglio presieduta insieme al proprio legale Antonio Catalioto,  aveva tirato in ballo la normativa, giudicandola inapplicabile. “Già lo scorso anno – ha spiegato – avevo informato il segretario generale Antonio Le Donne che la norma del 1986 è ormai inefficace, così come testimoniato da due circolari dell’assessorato regionale redatte nel 2008 e nel 2014. Trent’anni fa le Usl erano gestite da assemblee formate da consiglieri comunali e giustamente vigeva il principio di ineleggibilità per un componente del civico consesso, visto il chiaro conflitto di interesse. Nel 1992 però, con la riforma del sistema sanitario regionale, sono nate le Asp controllate dalla Regione. I principi a cui la norma originaria fa riferimento non esistono più”.Catalioto ha poi puntato il dito contro Le Donne. “Mi sorprende che il segretario generale non sia a conoscenza della normativa e che continui a ignorare le due circolari dell’assessorato che di fatto escludono l’ineleggibilità. Le Donne ha preferito entrare a gamba tesa richiedendo un parere all’ufficio legale della Regione per rispondere a Giovanni Cocivera. Inoltre, lo stesso ufficio legale ha più volte invitato l’Ars a dichiarare inapplicabile quei casi di ineleggibilità smentiti dai successivi provvedimenti. In alcune occasioni si verificano forzature come se qualcuno agisse in malafede”.

La scrivente chiede – si legge nel testo della denuncia – perché il Segretario Generale, che conosceva o avrebbe dovuto conoscere le circolari n. 13 del 2008 e n. 5 del 2014, ha ugualmente avviato il procedimento di contestazione ? Perché ritiene prevalente il parere dell’Ufficio legislativo rispetto alle due circolari dell’Assessore di segno opposto? Perché il nuovo orientamento viene riferito direttamente alla determinazione dell’Assessorato regionale in mancanza di una formale circolare di recepimento da parte dello stesso Assessore ? Perché si è voluto equiparare le vecchie UU.SS.LL., non più esistenti, alle attuali Aziende Sanitarie che hanno una personalità giuridica pubblica dipendente dalla regione a differenza delle soppresse UU.SS.LL.  ? Quest’ultimo aspetto, che assume una rilevanza centrale e determinante nell’intera questione, viene letteralmente baipassato. Anzi addirittura si ha la pretesa e l’arroganza di ritenere che “l’interprete deve adeguare la previsione contenuta nella norma al nuovo contesto di riferimento”, pur sapendo che neppure il Giudice può adeguare o interpretare le norme in materia di cause di ineleggibilità al di là del loro stretto significato letterale.

Quindi forzare l’interpretazione di una norma per determinare a tutti i costi la decadenza della sottoscritta può integrare gli estremi di reati penali.

La pressione sul Consiglio Comunale in questi ultimi giorni ha avuto un ulteriore impulso per mezzo di atto stragiudiziale del sig. Giuseppe Siracusano (candidato nella lista del P.D.) che, pur potendo esercitare azione diretta dinnanzi al Tribunale ordinario, ha invece ritenuto più utile diffidare l’organo comunale.

Sindoni ha anche presentato denuncia nei confronti della dirigente del Dipartimento politiche della casa, Maria Canale.

Infine la scrivente intende segnalare che, nell’espletamento del ruolo ispettivo connesso alla carica di consigliere comunale, con nota assunta al prot. comunale n.  77917 del 23/3/16 ha chiesto al Dirigente del Dipartimento Politiche della casa e al Segretario Generale, l’elenco degli immobili comunali in affitto, le generalità degli affittuari ed i relativi canoni di locazione. La richiesta è stata reiterata con nota assunta al protocollo comunale al n. 130798 del 16/5/16. La richiesta a tutt’oggi non è stata riscontrata, anzi il Segretario Generale alla mia richiesta verbale di spiegazioni (circostanza avvenuta prima della seconda nota) mi ha redarguito veemente ricordandomi di stare attenta perché ancora era pendente la mia situazione di ineleggibilità.

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