Caserma “Orazio Di Maio”, la Cisl Fp chiede ispezioni per l’incolumità dei lavoratori

cisl-fpLa Cisl-Fp chiede che l’Ispettorato del lavoro, insieme all’Azienda sanitaria provinciale e ai Vigili del fuoco, puntino la loro attenzione sulle precarie condizioni strutturali e sanitarie della Caserma “Orazio Di Maio”, nella quale operano un centinaio di lavoratori, tra reparto operativo mobile, squadra rilevamento automatico infrazioni codice della strada, nucleo di polizia giudiziaria, sezione motociclisti, laboratorio trasmissioni, squadra manutenzione parco macchine, corpo di guardia h24 oltre alle rimesse motociclette, autovetture e ai locali spogliatoio. Questo il comunicato:

«Sulla Caserma di Via Fermi si è perso troppo tempo – ha sostenuto il segretario generale della Cisl Fp Messina, Calogero Emanuele -. Nonostante le nostre continue sollecitazioni, si sono registrati troppi silenzi e un’assoluta inerzia da parte del Comandante che, invece di adottare gli opportuni provvedimenti a tutela dei propri lavoratori, si è limitato negli anni a chiedere agli Uffici preposti alla gestione degli immobili Comunali, gli interventi manutentivi mai effettuati».

La Cisl non fa sconti nemmeno all’Amministrazione comunale: «Nostro malgrado, come sindacato, siamo costretti ad assumere posizioni ferme ed intransigenti perché non può essere assolutamente consentito che i lavoratori del Corpo della Polizia Municipale del Comune di Messina siano alloggiati in strutture inadeguate e non conformi agli standard minimi di sicurezza. È ancora più grave la sostanziale inerzia del datore di lavoro anche in considerazione dei formali impegni assunti nel settembre del 2015 al tavolo prefettizio, convocato da Sua Eccellenza il Prefetto per raffreddare la vertenza a seguito dello stato di agitazione del personale proclamato dalle Organizzazioni sindacali».

«Da allora nulla è stato fatto – continua il sindacato – neanche quelle piccole manutenzioni ordinarie che avrebbero dato la sensazione di un intrapreso percorso virtuoso. Siamo quindi costretti a ricorrere alle autorità competenti, ognuna per la specifica competenza, perché queste effettuino accertamenti ispettivi per valutare se la struttura può essere adibita a luogo di lavoro senza creare pregiudizio alla salute e all’integrità fisica dei lavoratori».

 

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