Messa in sicurezza zona sud. Lavori appaltati ma fermi da 9 mesi

mili«E’ paradossale che in una città in cui l’attività imprenditoriale privata è ridotta al lumicino, con percentuali di disoccupazione tra le più alte della penisola, i lavori pubblici finanziati e appaltati non riescono ad essere cantierabili», così il presidente della prima circoscrizione, Vincenzo Messina sugli interventi previsti e finanziati per alcune zone del territorio circoscrizionale.

«Più precisamente – continua Messina – l’ufficio del Commissario straordinario, delegato per la realizzazione degli interventi per la mitigazione del  rischio idrogeologico nella regione siciliana ha dato priorità a due interventi nel territorio della prima circoscrizione: il primo la messa in sicurezza dell’abitato di Mili San Marco, per un importo a base d’asta di 700mila euro circa, e il secondo riguarda la messa in sicurezza del costone roccioso nel villaggio di Santo Stefano Briga, per un importo a base d’asta di 500mila euro circa».

Ricorda il presidente Messina: «Gli appalti sono stati aggiudicati alle imprese vincitrici rispettivamente il 16 luglio ed il 21 luglio 2014, per l’esattezza sono trascorsi 9 mesi e nulla si muove».

«Considerato che, per le autorizzazioni di rito gli enti interessati hanno impiegato quasi 18 mesi – ricorda Messina -, considerato che per appaltare questi lavori sono state adottate delle procedure di urgenza; sembrerebbe che gli uffici del Comune di Messina abbiano riscontrato delle difficoltà nell’acquisire le aree interessate ai cantieri, in quanto i funzionari delegati avrebbero un carico di lavoro notevole»

«Nell’attesa i cittadini dei villaggi interessati aspettano con ansia la messa in sicurezza del proprio territorio, “maledicendo” le procedure di urgenza che in questa strana città non trovano la corsia preferenziale».

Il presidente della prima circoscrizione commenta così i ritardi dell’Amministrazione: «Intanto 1 milione e 200mila euro, importo complessivo dei lavori, giace in Tesoreria, non riuscendo a portare nessun beneficio né in termini di sicurezza (con la speranza che non succeda quanto già avvenuto in altri luoghi della circoscrizione), né in benefici economici a quella pur minima parte di indotto che potrebbe beneficiare dell’apertura dei cantieri».

«Pertanto si invita il sindaco, Renato Accorinti – conclude Messina – a voler attivare tutte le procedure di verifica e controllo delle procedure amministrative che sembrerebbe si siano impantanate nelle sabbie mobili».

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