Dimissioni Zaccone, i sindacati: “Si rischia la paralisi”. CMdB: “Nostro appello inascoltato”

sindacatiC’è il rischio concreto di una paralisi e la possibilità che salti ogni impegno e prospettiva di pagamento di diversi servizi erogati alla collettività. Le dimissioni del presidente dei revisori dei conti del Comune di Messina, Dario Zaccone, accende la spia dell’allarme rosso per i sindacati dei lavoratori. “C’era già il rischio di una paralisi del Comune – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania – oggi quel pericolo è reale e confermato dalle dimissioni del presidente del Collegio dei Revisori”.

Dagli stipendi ai dipendenti comunali al pagamento delle fatture alle Cooperative affidatarie dei servizi sociali fermi al mese di settembre, dal pagamento degli stipendi dei lavoratori di Messinambiente, Atm e Aman alla mensa scolastica nelle scuole comunali. Tutto, per i sindacati, è messo in discussione.

“Le soluzioni ventilate – spiegano – si poggiano sull’anticipazione di tesoreria concessa in prospettiva dell’approvazione del bilancio di previsione che, con queste dimissioni, viene compromesso. Come viene compromessa ogni impegno assunto per il rilancio dell’attività amministrativa, per la celebrazione delle gare dei servizi sociali e il riordino del settore e per gli impegni assunti in merito alla stabilizzazione dei precari”.

La ricaduta sui lavoratori e sull’indotto è pesante ma a risentirne saranno anche gli utenti anziani, i minori, le famiglie. “Senza considerare la forte crisi economica che mette in ginocchio una grande fetta della città – ricordano Oceano, Genovese e Catania – Parliamo di 1700 dipendenti comunali, oltre 700 operatori dei servizi sociali, 550 lavoratori di MessinAmbiente, 555 dell’Atm, gli alunni fruitori dei servizi scolastici e degli operatori delle cooperative gestori”.

“Troppe toppe e falle di un’Amministrazione che non è riuscita a mettere fine ad una gestione fatta di improvvisazione, basti pensare ad un piano di riequilibrio che va avanti e indietro da tre anni – attaccano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – Un’Amministrazione che per risolvere i problemi si affida a nuovi dirigenti e soprattutto allo staff di esperti badanti. Un’Amministrazione che ha vissuto e vive solo di immagine. Dietro le dimissioni del Presidente dei Revisori abbiamo motivo di pensare che c’è altro, perché troppe volte si è arrivati a “in zona Cesarini” nell’acquisizione di pareri che hanno rasentato la legalità e il rispetto delle norme che certamente non possono essere addebitate al collegio bensì alle scelte e alle prese di posizione di un’Amministrazione ormai in pieno stato confusionale, incapace di assumere qualsiasi decisione”.

Nella vertenza generale sul territorio si somma quindi “lo sfascio e la pochezza di una Amministrazione che ha dimostrato scarsa capacità di gestione politico-amministrativa e finanziaria di una città che così rischia di perdere ogni speranza”.

Sulla vicenda interviene anche il gruppo Cambiamo Messina dal Basso. “siamo costretti a rilevare con disappunto che tale decisione è presa a neanche un anno di distanza dal rinnovo del Collegio, in occasione del quale il Movimento CMdB e la consigliera Ivana Risitano si erano pronunciati pubblicamente contro la riconferma dei Revisori coinvolti nel periodo oscuro dei bilanci comunali dell’era Buzzanca.  Allora però l’appello rivolto al Consiglio Comunale perché adottasse nuovi criteri di scelta e provvedesse ad un totale rinnovamento dell’organo preposto a garanzia dei conti del Comune cadde nel vuoto.  La tardiva presa d’atto dell’inopportunità di quella scelta avviene ora per bocca di uno dei diretti interessati, con la differenza che oggi ciò contribuisce a rendere ancora più critica la già (troppo) lunga assenza del bilancio 2015.  Auspichiamo, infine, ancora una volta, che chiunque subentrerà al dimissionario Zaccone sia slegato dal sistema dei partiti e dei gruppi politici in modo da saper interpretare in modo “tecnico”, e non “politico”, il proprio ruolo”.

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