Messina povera e povera Messina. Cattiva accoglienza non ci rende più buoni

migranti per le stradeQuesto articolo è dedicato. Dedicato a gente dalle braccia larghe
per accogliere, dal cuore grande per amare, ma che lascia che altri
trovino soluzioni per dare posto a quelli da accogliere e amare; che
lascia che gli “accolti ed amati” vaghino per la città in cerca di
un soldo, con occhi che raccontano guerre, tragedie, mare aperto e
confidano in un porto, un porto buono solo per approdare ma è porto di una città che non ha altro. Questo articolo è dedicato ai buonisti. Immaginate, voi dal cuore e le braccia capienti, di avere una casa, piccola, diciamo 70 metri quadri, dove a malapena riuscite a vivere voi e la vostra famiglia, tra i disagi di un condominio sporco, con un amministratore che tenta di risollevare quello stabile fatiscente, con condomini distratti e incivili che non hanno a cuore le sorti delle parti comuni: sporcano l’androne, spaccano vetrate,rompono panchinette del cortile. Immaginate che in questo disastrato e malabitato condominio che conta- diciamo – 20 appartamenti arrivino ospiti, 600 persone da suddividere per ogni immobile di questo sgangherato stabile. Li accogliereste, magari 30 per ognuna delle 20 case da 3 stanze l’una?
Un po’ strettini, vero? Per logica e pratica non potete. Pur volendo, pur sapendo che è umano accogliere lo straniero che chiede asilo. Pur riconoscendo che un pasto caldo e un letto per dormire non si nega a nessuno. Non potete in casa vostra, ma trovate giusto, tanto umanitario, che ci sia l’accoglienza del povero fatta dal povero. Purchè il povero che accoglie non siate voi. Voi che avete casa piccola e condominio fatiscente. Bene, dopo l’immaginario passiamo ai fatti.
Dati alla mano: nei prossimi mesi è previsto l’arrivo sulle coste italiane di 600mila migranti. Vogliamo ipotizzare che di questi almeno la metà sbarcherà in Sicilia? Niente ipotesi, signori buonisti, solo certezze. Dati alla mano, qualche giorno fa, con 332 sì e 104 no, la Camera ha approvato in via definitiva la proposta di cancellare definitivameente il reato di immigrazione clandestina. Sapete cosa significa? Che i trafficanti di profughi,quelli che un tempo erano chiamati schiavisti, quelli che per portarli sulle nostre coste si fanno pagare a peso d’oro da quei poveretti che sfuggono alla guerra, agli eccidi, alla povertà, non rischiano più niente. E chi ha voluto la depenalizzazione del reato? Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, lo stesso che, 5 anni fa, da ministro della Giustizia, volle quello stesso reato. Strano, vero?

Poi ci sono le colpe dell’Unione europea, che promuove il modello socialmente multietnico di nazioni pronte ad accogliere l’immigrato, dotate di strutture e posti di lavoro. Ha però dimenticato di non avere precedentemente elaborato un sistema di integrazione. E così, allo sbaraglio, con una prospettiva inesistente e vacua, i poveri africani affrontano il viaggio della speranza per raggiungere il “Paradiso Europa”.
Sia chiaro: qui non si tratta di chiudere le porte in faccia agli immigrati, ma di saper dosare un fenomeno, sì storico e inevitabile, ma la cui portata deve essere assolutamente pianificata e concordata con gli Stati ospitanti.
L’Italia è al collasso, la Sicilia di più, e Messina sottoterra.
Vogliamo fare i buoni ipocriti o i cattivi realisti?

Patrizia Vita

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Editoriale

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