Genovese in carcere. Fragale:” Una scelta di pregiudizio nei confronti di un nato ricco”

soldi che volanoSulla decisione del Tribunale del Riesame, che lascia in carcere il parlamentare del Pd, Francantonio Genovese, arriva la riflessione di Emilio Fragale, ex city manager del Comune, che scrive: “Sulla carcerazione preventiva dell’on. Francantonio Genovese. Secondo i Giudici che hanno riesaminato la questione, il parlamentare nazionale, ex Sindaco di Messina, deve restare in carcere.
In giro si registra una sorta di assuefazione. Personalmente non mi adeguo.
In una sfera laica, essendo le mie considerazioni quelle di chi non conosce la documentazione processuale, esprimo una profonda incredulità nel leggere dai media alcuni passaggi delle pubblicate motivazioni.
La mia sensazione e’ che si ricerchino “dimissioni”. Temo, infatti, che un diffuso orientamento che aleggia o serpeggia nella collettività quando si apre un fascicolo penale nei confronti di un politico stia – forse in maniera subliminale e inconsapevole – ispirando un criterio di valutazione.
A tacer d’altro, tratteggiare Francantonio Genovese praticamente come un disinvolto, impenitente, incallito professionista del crimine, suscita – sul piano della onestà intellettuale – qualche imbarazzo. Ad essere sinceri, se non si trattasse del dramma di una persona amica dietro le sbarre della cui libertà e della cui vita si parla, genera anche qualche spunto di ilarità.
Obiettivamente, ritenevo e ritengo non sussistessero le esigenze cautelari (pericolo di fuga, reiterazione del reato, inquinamento delle prove) volute dalla norma.
Si rammenterà, peraltro, che tali misure, erano state attenuate.
Sembra di assistere ad una sorta di fattispecie a formazione progressiva in cui non solo non si mette un punto alle indagini (a giudizio in corso) ma si vanno a ritinteggiare con accenti sempre più marcati e oscuri profili già disegnati.
Ecco, io penso che chi amministra giustizia debba sottrarsi sia al fascino o al ricatto dell’idem sentire sia all’incanto o all’incastro discorsivo dell’attributo o dell’avverbio “facile”.
A proposito di immaginario collettivo, trovando – sempre a mio sommesso avviso – forzato ingresso nel processo legato al mondo della formazione i capitali esteri svizzeri e/o monegaschi e/o panamensi rivenuti nella disponibilità di Francantonio Genovese, desidero riportare qualche dato per tradurre la cifra concettuale della c.d.ricchezza.
Lo faccio perché non mi considero precipitato dalla culla della meraviglia di infanzia o avvolto dalla magica penombra dei maturi demiurgi della grotta della verità. Occorre dialetto?
In un articolo on line de “Il fatto quotidiano” del 18 giugno 2014 e’ stata pubblicata una stima dei c.d. super-ricchi definiti “gente che ha in tasca un patrimonio netto da investire (quindi al netto delle case d’abitazione, delle auto e delle barche, delle collezioni private) di oltre 1 milione di dollari”. In Italia nel 2013 superavano le 203.000 unità secondo la società di consulenza Capgemini e Rbc wealth management. Un dato in aumento ed in controtendenza rispetto alla depressione.
Ad aumentare sono anche gli “ultra ricchi”, con patrimoni superiori ai 30 milioni di dollari (circa 22 milioni di euro). Si tratta di circa 3mila persone, l’1,5% dei milionari italiani.
“A gonfiare i loro portafogli hanno contribuito la performance della Borsa Italian(+16,9% nell’anno) e lo scudo fiscale che ha favorito il rientro di capitali dall’estero”.
Forbes ogni anno stila la classifica degli uomini più ricchi del mondo.
Con un patrimonio di 20,4 milardi di dollari anche l’ultima classifica stilata da Forbes ha visto Michele Ferrero imporsi tra i ‘paperoni’ nostrani. Al secondo posto troviamo invece il patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, con un patrimonio stimato di oltre 15 miliardi nel 2013. Seguono Miuccia Prada e Giorgi Armani. Solo settimo, invece Silvio Berlusconi: il cavaliere ha un patrimonio di poco superiore ai 6 miliardi di dollari.“
Nel 2008, come riportato da Siciliaweb, nella nostra Isola i super ricchi avevano in portafoglio 36,6 miliardi di euro, pari al 4,7% della ricchezza nazionale.
“La città più ricca è Palermo, con 8,9 miliardi, pari al 24,4% rispetto al dato regionale. È quanto emerge dalla quarta edizione del Forum internazionale del private banking in corso a Milano, promosso dall’Aipb (associazione italiana private banking). Palermo è seguita da Catania (7,9 mld), Messina (4,8 mld), Trapani (3,4 mld), Agrigento (3,1 mld) e Siracusa (3 mld). Sotto la soglia dei tre miliardi Ragusa con 2,4 mld, Caltanissetta con 2 mld ed Enna con 1,1 mld. Il portafoglio private nel 2008 è suddiviso in: 49% titoli obbligazionari (37% nel 2007); 8% quote di fondi comuni (19% nel 2007); 8% azioni quotate (11% nel 2007); 14% gestioni patrimoniali (17% nel 2007); 6% prodotti assicurativi (5% nel 2007); 16% depositi (10% nel 2007).”
Insomma, quando si parla di ricchezza, queste sono le cifre.
Appare chiaro che in tulle le analisi, mondiali e e locali, si pone un problema politico di redistribuzione di redditi e di opportunità. Ma questa e’ un’altra storia che merita altra pagina.
Ciò che ci interessa dire in questa sede e’ che nella tredicesima città d’Italia, nella undicesima provincia di Italia qualcuno ricco, veramente ricco, vi doveva pur essere e da tempo, da gran pezza, di suo e dei suoi.
Per tutti – a queste latitudini planetarie (satellite incluso) – questo era Francantonio Genovese. Nato ricco. Una fortuna costruita sull’illecito e’ difficile da assumere e da digerire come calice distillato dal filtro della Verità e della Giustizia.
Pagare per un giudizio e’ sacrosanto.
Pagare per pre-giudizio e’ “in nome del Popolo” blasfemo.
Ripeto se Francantonio Genovese ha sbagliato all’esito del processo deve pagare, ma pagare prima, perché e’ Francantonio Genovese, no.
Nel PD se qualcuno pensa che trattasi solo di vicenda giudiziaria (da assistere dalla tribuna della ipocrisia) si sbaglia di grosso.
Anche questa e’ questione politica. Anche questa e’ questione legislativa. Anche questa e’ questione morale. Non per Francantonio ma per tutti i cittadini di uno stato civile.”

Emilio Fragale

(1444)

Categorie

Editoriale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *