Tenente Cicatelli Mollica

La storia del tenente e del comandante. Settantadue anni dopo El Alamein si “ritrovano”

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Tenente Cicatelli MollicaHa ritrovato il suo comandante leggendo un articolo sulla rivista “L’Artigliere”. Settantadue anni dopo la Campagna dell’Africa Settentrionale ha “salutato” e onorato nella cappella di famiglia al Gran Camposanto il suo colonnello, Aurelio Mollica, in quei giorni di pianti, sconfitte e prigionia.

 Il tenente Luigi Cicatelli, 93 anni tra pochi giorni, romano, è giunto in città per ricordare l’uomo che nel Nord Africa, allora, era il suo tenente colonnello e comandante del reggimento di cui faceva parte dopo la ritirata di El Alamein. Cicatelli non aveva avuto più notizie di Mollica dal ’43. Non sapeva se Mollica fosse ancora in vita e dove vivesse il messinese, Generale di artiglieria, pluridecorato al valore militare.

“Mi sono incontrato con l’allora tenente colonnello Mollica a Tobruch, io ripiegavo da El Alamein su ordine di Rommel, stavamo alla difesa del suo bunker, come sbandato sbarcando a Tobruch fui assegnato al gruppo Mollica e con lui ho fatto tutta la ritirata e poi fummo fatti prigionieri dagli Alleati, Mollica era un padre di famiglia, per lui noi militari di truppa eravamo tutti figlioli, a 72 anni di distanza la mia memoria ha cancellato tutti questi ricordi proprio per eliminare la parte brutta della nostra vita perché la guerra non è un bello spettacolo; c’è qualche ricordo che puntualizza qualche avvenimento – continua Cicatelli – come quando ci ritrovammo a 33 chilometri a est di Tripoli a contrastare l’avanzata inglese e per 3 giorni interi sparammo senza interruzione contro i carri armati”. Tra gli aneddoti di Cicatelli sulla Campagna d’Africa c’è la difesa di Tripoli: “Scoprimmo che le granate a disposizione del gruppo erano state sabotate in Italia, il colonnello Mollica pianse e noi con lui, ci rendemmo conto che era stata una vigliaccheria da parte di chi voleva probabilmente osteggiare il regime di allora”. Cicatelli fu fatto prigioniero dagli inglesi e dopo l’armistizio di Cassibile gli fu chiesto il passaggio alle dipendenze del Re. “Optammo per il Re, eravamo giovani, non avevamo credo politico – risponde – ed entrai nell’esercito americano anche agli ordini del generale Patton, andai in Inghilterra prima e in Francia poi”. L’articolo che gli ha fatto ritrovare il suo comandante è stato scritto dal Generale Salvatore Rampulla che ha curato la commemorazione officiata dal sacerdote di rito orientale Antonio Cucinotta. Erano presenti la figlia di Mollica, la professoressa Giovanna Mollica La Torre, nipoti e pronipoti insieme ai componenti dell’associazione nazionale artiglieri d’Italia. @Acaffo 

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