E-commerce: per Google gli acquisti online saranno protagonisti anche nel post Covid

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La pandemia di Covid-19 ha sconvolto il mondo, cambiando per sempre il nostro modello socio-economico. La crisi sanitaria ha messo in ginocchio migliaia di imprese soltanto in Italia, con l’Istat che ha stimato oltre 73 mila aziende chiuse per l’effetto Covid, delle quali 17 mila non riapriranno, mentre il 68,4% delle imprese hanno subito una riduzione del fatturato.

Se da un lato interi settori sono crollati a causa delle restrizioni alla circolazione – come il turismo e la vendita al dettaglio – allo stesso tempo alcune attività sono cresciute a livelli record, approfittando del boom dell’online. Secondo l’Istat, il commercio elettronico è aumentato in modo considerevole durante tutto il 2020, registrando un incremento del 38,4% a gennaio 2021.

Il SARS-CoV-2 ha accelerato la trasformazione digitale, introducendo una serie di mutamenti alcuni dei quali saranno continuativi, secondo quanto rilevato da uno studio condotto da Zharmer Hardimon pubblicato sul sito ThinkWithGoogle.com. In particolare, Hardimon ha individuato 4 cambiamenti che saranno permanenti anche nel post-Covid, tra cui uno di questi è proprio l’affermazione degli acquisti online.

Il ruolo dello shopping online e le nuove tendenze di acquisto degli consumatori

Dalla ricerca di Zharmer Hardimon proposta nel sito web di Google emerge come lo shopping online sia ormai diventato la norma, quindi non si tratta solo di una tendenza passeggera legata alla pandemia di Coronavirus, ma di un cambiamento duraturo che resterà anche dopo l’emergenza sanitaria.

Il fatto interessante è la crescita non solo della vendita online di prodotti tradizionali, come articoli di elettronica e libri, ma anche di nuovi prodotti che fino ad oggi erano rimasti ancorati ai canali di acquisto classici.

Ad esempio, secondo quanto indicato dall’articolo di Hardimon, nel primo semestre del 2020 il 10% delle auto vendute è stata comprata online, una vera novità per il settore automotive.

Come sottolinea anche Roberto Serra, consulente SEO specializzato nella creazione di strategie digitali per le imprese: «questo momento storico rappresenterà un vero e proprio spartiacque per le aziende, che dovranno farsi trovare pronte e investire nella trasformazione digitale.

La nuova abitudine prevede l’utilizzo del web per qualsiasi tipo di acquisto, quindi è impensabile pensare di gestire un business esclusivamente attraverso la presenza fisica, in quanto l’assenza di canali online ottimizzati per la vendita su internet rischia di penalizzare in modo elevato le imprese. Ovviamente, non sempre è indispensabile vendere soltanto online, ma in alcune circostante l’opzione migliore è la creazione di un’infrastruttura omnicanale, con la perfetta integrazione tra online e offline.

Ciò che non può mancare, però, è la proposta di un canale digitale per acquistare da remoto, una modalità sempre più rilevante per qualsiasi attività imprenditoriale. Secondo Hardimon, con il Covid-19 le persone che già compravano online hanno rafforzato questa tendenza, mentre quelle che non lo facevano hanno scoperto l’acquisto digitale e si sono trasformate in web shopper. Soltanto in Italia sono 2 milioni i nuovi acquirenti digitali, in accordo con le rilevazioni dell’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano e di Netcomm».

Come sfruttare i canali di vendita digitali per migliorare il proprio business

Per inserire il proprio business nel nuovo contesto digitale è indispensabile rompere con gli schermi del passato, ripensando la propria organizzazione per adottare nuovi modelli più resilienti ed efficienti.

Non basta avere uno store online per vendere online, ma è fondamentale costruire una struttura ottimizzata per gestire i dati, curare la comunicazione su internet e garantire ai consumatori un’esperienza d’acquisto personalizzata e soddisfacente.

Gli utenti di oggi sono sempre più informati e attenti alla qualità e al prezzo, perciò bisogna instaurare subito un rapporto chiaro e trasparente con gli acquirenti. Sul web la reputazione è tutto, quindi è necessario prendersi cura del brand e creare un’immagine forte e definita su internet per ottenere la fiducia degli utenti. In particolare, bisogna gestire in modo accurato le interazioni, dai servizi post-vendita alla comunicazione online, evitando che dei passi falsi che possano compromettere il marchio aziendale.

Naturalmente, l’e-commerce deve essere ben posizionato sui motori di ricerca, per acquisire visibilità e traffico organico in linea con il proprio settore di mercato, attraverso keyword research approfondite e SEO Audit realizzate da professionisti esperti. Inoltre, bisogna comprendere le esigenze degli utenti e capire come offrire loro soluzioni valide, ad esempio mettendo a disposizione servizi di acquisto online e ritiro in negozio laddove necessario, oppure semplificando l’esperienza d’acquisto attraverso app per lo shopping online.

Al giorno d’oggi, nessun settore può prescindere dalla vendita su internet, come dimostrano le tantissime aziende con un business tipicamente fisico che nel 2020 hanno iniziato a investire sull’e-commerce. L’esempio recente più celebre è quello di Zara, con il gruppo Inditex che a fronte di un utile netto in calo del 70% nel 2020 rispetto all’anno precedente, ha ottenuto un aumento delle vendite online del 77%.

È evidente come i canali digitali costituiscano il presente e il futuro per qualsiasi impresa, tuttavia è necessario pianificare una strategia efficace per realizzare un modello di business competitivo, in grado di fornire risultati concreti e tangibili.

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