Cinema e Pubblicità si incontrano per gli spot dell’Istituto Scolastico Sant’Ignazio

Pubblicato il alle

3' min di lettura

La sera, sul divano, si fa zapping tra i canali per scegliere cosa vedere. È più di una regola, è una tradizione liturgica che ha inesorabilmente diviso l’intrattenimento audiovisivo in due mondi: il Cinema e la Pubblicità. Il primo è arte, sogno, cultura. Il secondo è mercato, prodotto, consumatore.

Due terre distanti, dove vigono leggi diverse e senza collegamenti l’una con l’altra. Ma è davvero così? Ne siamo sicuri?

Se ci soffermiamo un attimo e guardiamo con attenzione, potremmo notare più somiglianze di quelle che credevamo ci fossero.

Il Cinema si dice sia nato il 28 dicembre 1895 quando i fratelli Lumière proiettarono davanti a un pubblico di spettatori la loro prima pellicola dal titolo “L’uscita dalle officine Lumière” (La Sortie de l’usine Lumière). Quello fu il primo film, la nascita della Settima Arte per l’appunto. Come si evince però già dal titolo, in questa breve rappresentazione, i due fratelli francesi presentarono al grande pubblico non tanto il loro essere autori cinematografici, bensì il proprio marchio. Un’attività economica che abitualmente consisteva nella produzione industriale di lastre per la fotografia ma che stava allora sperimentandosi nel nuovo business del cinematografo. Quel giorno, quando fu proiettata la prima pellicola della storia, i Lumiere non vestivano gli abiti degli artisti ma degli imprenditori e quella pellicola non era un film ma una pubblicità.

Nel corso del tempo, in modo più o meno velato, queste due tipologie si sono sempre sfiorate, sovrapposte, confuse l’una con l’altra. Tanti sono i grandi film che si fondano sulla promozione di un prodotto o servizio: si pensi a titolo di esempio che per tornar indietro nel tempo ci vuole necessariamente un’auto della DeLorean e che i prodotti FedEx ti possono aiutare a sopravvivere su un’isola deserta.

Gli spot d’autore made in Messina

Oggi, però, stiamo vivendo anche il percorso contrario. Le grandi campagne pubblicitarie stanno cominciando ad essere interpretate secondo le logiche e i linguaggi tipici del cinema. L’advermovie, o spot d’autore, è una pratica pubblicitaria che si è diffusa in modo capillare ed è stata adottata da numerosi brand. Registi del calibro di Ridley Scott, David Fincher o Wes Anderson negli States o, in Italia, Ferzan Özpetek, Gabriele Muccino e Giuseppe Tornatore vengono chiamati a sviluppare degli spot emozionali ad alto contenuto artistico.

Anche a Messina è arrivata con grande impeto questa tendenza, prova ne sono i due nuovi spot lanciati dall’Istituto Scolastico Sant’Ignazio che verranno pubblicati nei prossimi giorni sulle reti locali e sulle piattaforme web. Gianluca Busacca, direttore della storica scuola messinese, in collaborazione con la società di produzione cinematografica Xenon Servizi, ha sviluppato due spot affidando la direzione al regista Daniele Gangemi, vincitore al Tokyo International Film Festival, al WorldFest-Houston International Film Festival e all’Hollywood Gold Award.

Dirigere maestranze del grande Cinema per promuovere la nuova offerta formativa di questo istituto scolastico non è solo un’operazione commerciale o di marketing, ma è il frutto dell’interazione tra significati, messaggi, desideri e performance tangibili. Una creazione artistica che mette al centro il brand.

(192)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.