Stu Tirone. La Cub scrive ad Accorinti: «Il progetto di riqualifica rispecchi la storia del luogo»

cub2La scelta del Comune di avviare le procedure per la ricerca di un Presidente e un componente del Cda della società STU “Tirone” ha lasciato incredula la Cub. «Non possiamo non stupirci appunto per tale scelta — dichiara il sindacato — in quanto ci sembra non in linea con le molteplici dichiarazioni rilasciate, non solo in campagna elettorale. Ci chiediamo quanto possa essere legittimo e vantaggioso consegnare il disegno e il programma di una città alle sole leggi economiche del profitto. La STU “Tirone” presenta un progetto di riqualificazione dell’area che è la sommatoria di pezzi, di parti inseribili e removibili, frutto di una visione economica di numeri sganciata dai luoghi e dalla loro storia».Non si può prescindere nella fase di individuazione di un progetto adatto per la riqualifica del Tirone dalla sua storia, concetto che il sindacato ribadisce più volte nella nota.

«Nell’arco di questi ultimi dieci anni — spiega Filippo Sutera, segretario provinciale della Cub — abbiamo assistito a un non meglio definito interesse pubblico, il Comune detiene il 30% delle quote della società STU, che si mostra traballante quanto a solvibilità e risorse, alla defezione progressiva dei partner privati che detengono il 70% delle quote della società, un partenariato che mette insieme due soggetti che oggi più che mai sono sulla soglia di default: il mercato e l’amministrazione pubblica. Su queste basi di crisi strutturale del modello s’innesta l’insostenibilità concreta di un progetto che devasta e non riqualifica. Occorrono idee nuove e più coraggiose per andare avanti — conclude Sutera —, occorre una scelta netta e decisa che preveda lo scioglimento della società STU e un intervento di riqualificazione rispettoso della storia di quei luoghi. Non possiamo che unirci al coro di proteste che sperano di avere delle risposte opportune e puntuali».

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