cgil

Sit-in in Prefettura. Cgil: “Protesta per tutelare le condizioni economiche dei lavoratori”

Pubblicato il alle

2' min di lettura

cgilVenerdì, è prevista una mobilitazione regionale della Cgil contro la revoca delle concessioni di mobilità in deroga disposta dal ministero del Lavoro per tutti coloro che l’abbiano ottenuta dopo il 3 agosto non avendo i requisiti indicati dal decreto  Poletti, varato in quella data. Nel territorio messinese sono 911 i  lavoratori che saranno colpiti dal provvedimento di revoca. Anche a  Messina il presidio in Prefettura è previsto dalle 10.00.
“A più di novecento persone del nostro territorio – denuncia la Cgil di Messina − sarà negata la possibilità di percepire un sussidio di sostegno al reddito con un peggioramento delle condizioni economiche”. “Siamo di fronte a scelte politiche – spiega − che dimostrano per l’ennesima volta come i diritti e le tutele piuttosto che estendersi si riducano e di come a pagare, ancora una volta siano i più deboli”.
La protesta è stata decisa dopo i diversi interventi della Cgil a livello regionale e nazionale per scongiurare il blocco degli ammortizzatori sociali. “Siamo di fronte − osserva Isella Calì, responsabile del mercato del lavoro della Cgil di Messina − ad una misura sbagliata e contro la quale la Cgil si è fermamente opposta sollecitando in questi mesi confronti e soluzioni, una misura che va a colpire lavoratori di realtà in crisi, già penalizzati dalla mancanza di occupazione”.
La Cgil denuncia, inoltre, come la misura di revoca comporta il conseguente blocco delle ulteriori istanze di concessione presentate all’Ufficio del lavoro: una situazione che rischia di penalizzare altre centinaia di lavoratori del territorio. 
“C’è forte preoccupazione – evidenzia Isella Calì – per le scelte adottate dal ministero del Lavoro e relative all’applicazione del decreto Poletti che nei fatti elimina la concessione della mobilità in  deroga per il 2015”.
La Cgil sottolinea come la mancanza di risposte dei Governi sul piano delle tutele sociali unitamente all’assenza di prospettive occupazionali determina un quadro di forte sofferenza che potrebbe degenerare in forti tensioni.

(102)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto.