Servizi sociali: oggi il giorno della protesta sindacale

cooperativeGrande giornata di mobilitazione di sindacati e servizi sociali, questa mattina, dalle 9.00, a Palazzo Zanca. Monta la protesta del sindacato che ritiene la sospensione dei servizi sociali “insostenibile” e chiede l’intervento del Prefetto per trovare la soluzione a una situazione che va risolta con estrema urgenza. «Incomprensibile, irresponsabile, leggera, superficiale». Così la Federazione del Pubblico Impiego di Cisl e Uil e quelle dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil definiscono la decisione del Commissario straordinario, Luigi Croce, sulla gestione dei servizi sociali, sospesi paradossalmente per «le inadempienze dello stesso Commissario e degli Uffici Comunali».

«Non ci si rende conto ― sostengono i sindacati ― che, insieme ai posti di lavoro a rischio, vengono interrotti servizi essenziali in favore delle fasce più deboli con serie difficoltà per assistiti e rispettive famiglie. Non giustifichiamo il silenzio o la negligenza del Presidente Crocetta che, pur di fare il Presidente della Regione, a Messina e per Messina continua a promettere “ponti” d’oro e che non può stare con le mano in mano».

Una città allo sbando che, secondo i sindacati, «non può attendere la nuova amministrazione e neanche questi politici messinesi che guardano alla poltrona disinteressandosi totalmente dei problemi sociali di una città alla deriva dove nessuno è indenne da colpe».

«È un problema ― sostengono Calogero Emanuele e Giuseppe Calapai, segretari generali rispettivamente di Cisl Fp e Uil Fpl ― che riguarda i lavoratori ma è un problema che tocca anziani, disabili, famiglie e tutti i cittadini. Per questo, insieme alle confederazioni, si stanno organizzando presidi e sit-in, proprio per far riconsiderare le posizioni assunte dal Commissario Croce».

I sindacati contestano un sistema gestionale giudicato «insostenibile che deve essere riconsiderato ma, nelle more di fare ciò, è necessario prorogare tutti i servizi. È un gioco al massacro che certamente non può essere addebitato agli utenti, ai lavoratori e neanche al sindacato che ha sempre cercato il dialogo e il confronto per contribuire e risolvere i problemi. Da troppo tempo, però, assistiamo al silenzio da parte dl Commissario».

«È ora dire basta ― sostengono Giuseppe Locorotondo, Bruno Zecchetto e Carmelo Catania di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati ― perché a Messina vi è un disastro sociale, culturale e politico pronto a causare il fallimento totale della città. A questo punto anche il Prefetto deve sentirsi chiamato in causa, prenda posizione per far riconsiderare la decisione del Commissario Croce».

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