Secondo Palazzo di Giustizia: «È ora di decidere». L’invito della Cisl Fp

cislfpSul secondo Palazzo di giustizia ritorna la Cisl Fp. «Bisogna fare presto — dichiara il sindacato, al termine dell’incontro convocato a Palazzo Piacentini dal presidente della Corte d’Appello, Nicolò Fazio, al quale ha partecipato la segretaria provinciale Enza Ruggeri —, Messina non può perdere l’opportunità di risolvere una volta per tutte l’annoso problema».

Il sindacato sostiene che bisogna sciogliere ogni dubbio e trovare una soluzione definitiva. Niente più ipotesi parziali — dunque — poiché i fitti passivi, che ammontano a circa 2 milioni di euro, devono essere tagliati una volta per tutte.

Il rischio paventato è che si perda un finanziamento di circa 17 milioni di euro per la realizzazione del secondo Palazzo di Giustizia che il Ministero potrebbe dirottare altrove.

«La Casa dello Studente di via Cesare Battisti – sostiene la Cisl Fp – potrebbe essere una soluzione valida, percorribile, purché si trovi una soluzione alternativa per l’ospitalità della popolazione studentesca. Siamo dell’idea che debbano essere valutate le condizioni economiche, tecniche, urbanistiche e architettoniche per eventualmente sostituire l’attuale edificio con una nuova costruzione che potrebbe risolvere definitivamente il nodo legato agli uffici della Giustizia a Messina».

L’obiettivo illustrato dalla Cisl Fp è quello di «eliminare i fitti passivi pagati per uffici fatiscenti e poco fruibili dai dipendenti, gli addetti e l’utenza, e garantire importanti risparmi che per una parte, utilizzando le normative vigenti, potrebbero incrementare il livello oggi molto basso del salario di produttività dei lavoratori così come previsto dall’art. 16 del Decreto Legge 98/2011».

La Cisl, al termine dei lavori, ha chiesto la convocazione di un tavolo per la presentazione, da parte dei tecnici delle parti interessate, di una mappatura di tutti gli uffici giudiziari del territorio cittadino che dovrebbero trovare allocazione nei nuovi uffici giudiziari. «Si abbia la piena contezza – ha concluso – di quali e quanti sono gli uffici da trasferire e quali e quanti rischiano di restare fuori per valutare anche la sostenibilità economica in base alle somme messe a disposizione da parte del Ministero». 

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