Lettera aperta dell’Orsa a Giovanni Foti: «Per l’Atm necessarie scelte più coraggiose»

BUS

«Il recente ordine di servizio n.130 con cui si danno riconoscimenti economici senza il sacrosanto passaggio da un regolare concorso interno  non lo giudichiamo certamente il miglior modo con cui il suo nuovo corso aziendale poteva chiudere un anno, senz’altro difficile, tracciando un viatico nuovo, complesso ma necessario se si vuol cambiare radicalmente questa azienda».

Questo il pensiero critico del sindacato Orsa, che si rivolge al Direttore Generale dell’Atm, Giovanni Foti, sottolineando che « avremmo sperato in qualcosa in più dai suoi primi sette mesi in azienda», nonostante le difficoltà che la situazione presentava.

Tuttavia, il sindacato dichiara di essere ottimista in merito alle capacità e competenze del Direttore generale, seppur lo invita a compiere scelte più radicali «se la sua esperienza non è destinata a proseguire oltre i cinque mesi che mancano al termine del suo mandato».

«Sia chiaro – prosegue l’Orsa – che l’ordine di servizio n.130 lo citiamo ad  esempio. Non contestiamo la legittimità dell’atto né il merito e la professionalità dei colleghi interessati al riconoscimento ma, in assoluta coerenza con quanto da sempre chiesto e contestato anche a “quelli che c’erano prima” di Lei, reputiamo necessario che ogni avanzamento professionale sia finalmente regolamentato esclusivamente da specifico concorso interno a garantirne trasparenza e meritocrazia. È questa, da sempre, una battaglia etica e di trasparenza che l’Orsa continuerà ad esserlo chiunque sia il Direttore Generale di questa azienda».  

«Ci preoccupa che i suoi meritori sforzi di cambiamento del sistema abbiano già una prima volta dovuto fermarsi di fronte alle ostruzioni, forse sindacali  e/o politiche, costringendola al “congelamento” di un sacrosanto concorso disposto alla Tranvia o che lei abbia dovuto “suo malgrado”, temiamo per gli stessi meccanismi del passato, tornare sui suoi passi in merito a modifiche organizzative dell’officina gommato, già concordate e verbalizzate con questa organizzazione sindacale e altre perché giudicate necessarie per il miglior funzionamento di un segmento nevralgico per Atm che ad oggi ancora non funziona affatto. Li giudichiamo entrambi pericolosi passi falsi di questa Direzione che si è fatta forse imbrigliare in queste occasioni dai  lacci e lacciuoli tipici di un’azienda microcosmo di questa città». 

«In aggiunta – prosegue la nota sindacale –, la beffa. Oggi con l’ordine di servizio n.130, paradossalmente, vediamo riconoscimenti professionali proprio nel settore officine dove Lei a nostro avviso non ha avuto il coraggio o la forza di perseverare nel cambiamento e dove i risultati stentano a raggiungersi con il paradosso che siamo “costretti” con oltre 40 dipendenti impiegati a esternalizzare anche oggi a privati alcune attività di manutenzione sui bus  vedendo con “sospetta sistematicità” diminuire periodicamente il numero dei mezzi in circolazione da qualche settimana scesi nuovamente a una media di 30 giornalieri. Oggi, mentre scriviamo, riscontriamo in servizio 27 bus e 4 tram. La necessità, peraltro, di avvalersi della collaborazione esterna di un Capo Officina giunto anch’egli in questi giorni dalla Gtt di Torino è però la cartina di tornasole di un’azienda che in alcuni settori è da ripensare integralmente».

«Non meglio – sottolinea l’Orsa – va alla Tranvia dove da settimane spesso non si arriva alle 5 vetture in linea quando era programmato di chiudere l’anno con 8 o 9 mezzi circolanti.  L’incidente occorso settimane addietro alla vettura 8 ha palesato la necessità, più volte denunciata senza remore da questo sindacato, di una revisione di tutti i mezzi per garantire la sicurezza di lavoratori e utenti e pertanto apprezziamo che si sia voluta e potuta riprendere la collaborazione con la ditta costruttrice Alstom , i cui tecnici in questi giorni a Messina stanno verificando lo stato reale delle vetture e “guarda caso” ci risulta abbiano fermato proprio le vetture che noi e i conducenti in più occasioni abbiamo segnalato  perché non a normativa di sicurezza».

L’Orsa fa una riflessione sulla funzionalità di tutto il sistema delle officine aziendali e incita Foti a fare scelte più «coraggiose, funzionali ed economiche senza condizionamenti interni e/o esterni ma unicamente finalizzati all’efficienza di Atm».  

Il sindacato chiede apertamente la revoca dell’ordine di servizio n.130 «come segnale di rispetto verso tutto quel personale di esercizio e di front line “altrettanto meritevole” le cui promozioni sono economicamente bloccate da anni per un’errata interpretazione di Atm della legge n.122 del 2010».

«Come lei ben sa – sottolinea il sindacato – ha incassato l’accettazione della macro struttura delle piante organiche al nobile fine di dare seguito alla stabilizzazione del personale precario e alla copertura degli oltre 40 posti di autista vacanti mentre oggi l’azienda vede assumere due “nuovi” dipendenti ex Feluca ma neppure un autista in più. Attendiamo.  Si è concordato col sindacato un aumento della produttività con piani di esercizio di bus e tranvia che vedono un maggiore impegno dei conducenti  al fine di dare più servizi all’utenza coprendo più linee anche la domenica, specialmente al Tram giudicato elemento strategico, abbiamo introdotto la vendita a bordo per dare un servizio e maggiore respiro economico all’azienda, proseguito con le corse bus notturne a nord e a sud della città, ma ancora non abbiamo alcun riscontro alla nostra richiesta di adeguamento per gli autisti dell’integrativo e della domenicale in chiave di premialità a risultato».

«Si è intrapresa un “piccola rivoluzione” nella rete Ztl e Verifica Titoli con un migliore impiego di tanti lavoratori che si prestano per migliorare la mobilità cittadina anche “oltre i loro compiti”  e arrivano già buoni risultati su incassi e verbali e tutta la cittadinanza gode di una città resa un po’ più vivibile dall’impegno di questi dipendenti. Abbiamo proposto una migliore organizzazione della rete vendita e dei posteggi per incrementare gli incassi e dare risposte ai dipendenti ancora part time, ma chiediamo con forza fatti concreti e il rispetto degli accordi».

«Concludiamo questo anno con i dipendenti che hanno percepito stipendi e tredicesime, e questo “evento” positivo che non vedevamo da anni in Atm è il frutto delle lotte dei lavoratori, gli stessi che negli anni garantivano senza stipendio il servizio alla città mentre politica e Azienda guardavano da un’altra parte  ma è anche, lo riconosciamo, merito della serietà di un nuovo corso aziendale e amministrativo. Detto questo ribadiamo che auspichiamo da subito un nuovo passo, la firma del contratto di servizio che attendiamo da troppo tempo, attendiamo  scelte coraggiose  che diano definitivamente un taglio netto con le logiche e le dinamiche del passato e le tante contraddizioni di un’azienda ancora malata su cui spesso anche oggi certa politica cittadina prova a “rimettere le mani”». 

«Direttore, le giungano gli auguri sinceri dell’Orsa. Fare gli auguri a Lei vuol dire oggi confidare in un futuro migliore per i 570 dipendenti dell’azienda. Buon anno». 

 

 

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