I sindacati: «Oltre 6mln per assistenza domiciliare alla fasce deboli ma i progetti?»

pensionati.jpgOltre sei milioni e cento mila euro per l’assistenza domiciliare integrata. Una cifra consistente per le politiche sociali in provincia di Messina che entro il 14 dicembre prossimo dovrà trovare una destinazione attraverso l’elaborazione e/o la rimodulazione dei Piani di zona per il triennio 2013-2015 e l’implementazione dei Piani di Azione e Coesione (Pac).

Sul tavolo vi sono i progetti destinati a incrementare azioni per l’infanzia e per sviluppare l’Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) per gli anziani che, in Sicilia, è alimentata dal Fondo di Rotazione previsto dalla legge 183/1987.

La somma complessiva destinata a progetti per l’Assistenza Domiciliare Integrata, per gli otto Distretti Socio-Sanitaria della provincia di Messina, nella prima fase è così suddivisa: 2.588.507 euro per Messina, 764.526 euro per Sant’Agata Militello, 712.684 euro per Milazzo, 671.121 euro per Barcellona, 537.925 euro per Patti, 581.260 euro per Taormina, 208.789 euro per Mistretta, 100.141 euro per Lipari.

Per illustrare i dati e il possibile impatto sul territorio provinciale messinese delle somme, i segretari provinciali di Spi Cgil, Fnp Cisl e UilP Uil, hanno deciso di convocare una conferenza per giovedì 10 ottobre alle 11.00 nella Sala Consiliare della Provincia Regionale, a Palazzo dei Leoni.

«Per capire la dimensione dell’opportunità dell’offerta — spiegano i segretari generali delle Federazioni Pensionati di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Giuseppe Locorotondo, Bruno Zecchetto e Carmelo Catania — si consideri che le risorse ripartite in questa prima fase ammontano a quasi il doppio delle risorse ordinarie del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza destinate per l’anno 2013 alle quattro Regioni interessate (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia)».

Spi Cgil, Fnp Cisl Pensionati e UilPensionati hanno inviato numerose richieste d’incontro al Prefetto di Messina, che ha il compito di monitorare l’implementazione dei Pac, e ai sindaci dei Comuni capofila dei distretti socio-sanitari ma — dicono — «tranne qualche lodevole eccezione nulla è dato sapere sullo stato dell’arte».

«Qualcuno, forse — spiegano i rappresentanti sindacali dei pensionati — ipotizza che molti dei progetti siano già confezionati e pronti all’uso e che verranno presentati in ‘zona Cesarini’, per evitare fastidiosi confronti con le parti sociali e con la cittadinanza. Riteniamo che nella situazione di crisi del Paese ancor più manifesta e pesante nel nostro territorio, specie per le fasce più deboli della popolazione, non è consentito che risorse di tale entità vengano ancora una volta negate agli aventi diritto o perdute. Quindi è giunto il momento di una riflessione pubblica sul tema».

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