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Case popolari all’asta. Asia Usb: «Non si toccano! Rivalutare le periferie». Congelato il decreto

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casa popolare usbcasa popolare usbUna prima vittoria, ma c’è tanta strada da fare! Così Asia Usb Messina sul congelamento del Decreto sulla messa in vendita  all’asta del patrimonio degli alloggi popolari.

Anche una delegazione di Asia Usb Messina ha, infatti, partecipato alla manifestazione contro il decreto Lupi, l’11 dicembre a Porta Pia, a Roma, per dire “No alla vendita delle case popolari all’asta”. La mobilitazione degli inquilini ha casa popolare 3costretto il Ministro Lupi  a ritornare sui propri passi.

«Dopo tre ore di confronto – evidenzia il sindacato messinese – con il nuovo Direttore alle politiche abitative e altri dirigenti del Ministero delle Infrastrutture è arrivato l’annuncio del congelamento, che verrà riscritto applicando criteri diversi per la messa in vendita degli alloggi e garantendo tutele a chi non può acquistare. È stato inoltre ottenuto l’impegno alla convocazione di un successivo incontro, il prossimo gennaio, per conoscere in anticipo il testo del nuovo decreto e per discutere sull’utilizzo dei 467 milioni che l’articolo 4 della legge 80/2014 impegna per la riqualificazione delle case popolari».

«Si tratta di una vittoria molto importante – prosegue Asia Usb – ma non dobbiamo illuderci che l’attuale governo rinunci tanto facilmente al suo progetto. L’obiettivo di vendere le case popolari con criteri privatistici resta tuttora sul tappeto. Dobbiamo riuscire a ribaltare completamente la logica che vogliono imporci: non solo le case popolari non si toccano ma occorre mettere mano al degrado delle periferie urbane. Risanamento, riqualificazione, servizi devono diventare i punti principali delle politiche in materia di periferie. Un’ottima occasione per rilanciare l’occupazione e ridare speranza a interi quartieri abbandonati e dimenticati dalle amministrazioni pubbliche».

Le esigenze della famiglia prima di tutto, questo in sintesi il pensiero del sindacato. Asia Usb Messina  giudica positivo il risultato della mobilitazione  e invita tutto l’inquilinato a continuare la battaglia contro le dismissioni del patrimonio pubblico, contro il degrado e l’abbandono delle case popolari, per la tutela di tutti gli inquilini, per la cancellazione dell’art. 5 L. 80/2014 e per il finanziamento di un nuovo piano nazionale di edilizia residenziale pubblica.

«Hanno pensato che innescando la guerra tra poveri sarebbero riusciti a distrarre gli abitanti delle periferie dai loro veri problemi. La partecipazione  alla manifestazione di Porta Pia, da ogni insediamento di case popolari, è la risposta lampante che la lotta paga , e dalla lotta può nascere una proposta di riqualificazione del territorio, di recupero edilizio, di salvaguardia dell’ambiente e dei quartieri stessi».

«Dopo l’assemblea popolare a Giostra, il 10 dicembre – prosegue – , non bisogna fermarsi,  adesso più che mai serve mobilitare tutti i quartieri della nostra città  per spingere la Regione Sicilia a una chiara e forte opposizione all’articolo 3, qualora dovesse diventare legge».

E conclude: «Solo la costruzione di una mobilitazione permanente e la crescita di una rete organizzata degli inquilini può impedire nuove speculazioni sulle nostre vite. Continuiamo, perché a gennaio 2015 dobbiamo essere molti di più rispetto a quelli presenti a Porta Pia l’11 dicembre».

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