Riforma porti. Blandina e Capitale Messina: “Sistema incoerente. Ci pensi Crocetta”

autorità portualeSi definirà oggi, in Conferenza Stato Regioni, l’iter di approvazione dello schema di riforma del sistema portuale e della logistica.
“La riforma, che avrebbe dovuto restituire competitività ed efficienza all’economia del Paese – commenta il delegato per le infrastrutture e la logistica di Confindustria Sicilia, Ivo Blandina – si è concretizzata in un processo di accentramento delle funzioni sin qui svolte dalle Autorità Portuali”.

Il position Paper di Confindustria al riguardo è molto netto: “Nel complesso, lo schema di provvedimento risulta poco convincente a tutto il sistema confindustriale ed è valutato inadeguato ed inefficace per rilanciare la competitività del sistema portuale-logistico nazionale, incoerente con le linee indicate nel Piano strategico nazionale della portualità e la logistica di agosto 2015, ed approssimativo nelle soluzioni prospettate, che di fatto consegnano la portualità nazionale e locale alla politica”.

“In Sicilia – aggiunge Blandina – l’assetto tracciato con la riforma è caratterizzato da una criticità ulteriore. L’unico “sistema portuale” esistente, quello governato dall’A.P. di Messina/Milazzo e costituito dal Porto di Messina, il Terminal Tremestieri, la Rada San Francesco, Il porto di Milazzo e l’area Industriale di Giammoro, con la sua articolazione innovativa di strutture di interesse nazionale e regionale, potrebbe perdere centralità e autonomia. Un sistema che è patrimonio, “asset” della Regione Siciliana e strumento indispensabile per le esigenze di mobilità e trasporto delle merci e delle persone”.

“Confidiamo – conclude Blandina – nel fatto che oggi a Roma il presidente Crocetta assuma una posizione chiara a tutela dell’economia siciliana e del sistema regionale dei trasporti, valutando il quadro delle opzioni possibili per ottenere le più ampie garanzie sulla governance dei porti siciliani”.

Sullo stesso tenore, le dichiarazioni di Capitale Messina.  “Ormai è inutile negare l’evidenza, le possibilità di salvare l’esistenza dell’Autorità Portuale di Messina sono quasi zero. Del Rio lo ha detto chiaro: l’impianto generale della legge di riforma del sistema dei Porti italiani non si tocca, e lo ha detto ad interlocutori politici più autorevoli, ahimè,   dei nostri rappresentanti. Quindi, se non cambierà indirizzo il Governo, l’Authority messinese sarà cancellata con un colpo di spugna, e di conseguenza perderemo per chissà quanto tempo la potestà sul cuore pulsante della nostra città e cioè il nostro porto.

Ulteriore tappa dell’inesorabile processo di depauperamento di funzioni e di decadenza del ruolo di Messina. Cosa possiamo augurarci per la nostra comunità? Che Crocetta batta i pugni sul tavolo della Conferenza Stato Regioni per ottenere dal Governo nazionale le necessarie garanzie di autonomia gestionale e finanziaria del nostro sistema dei porti.

Tale obiettivo può essere raggiunto negoziando, in sinergia con altre regioni come Liguria e Campania, modifiche ed integrazioni dell’articolo 6 del testo della riforma, quello che riguarda l’organizzazione dell’Ufficio Territoriale Portuale, che rappresenterà l’articolazione periferica della futura Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Meridionale.

Questo va fatto a parziale e tardiva limitazione del grave danno che il nostro territorio riceverà da questa riforma, danno del quale qualcuno prima o poi dovrà politicamente rispondere alla città”.

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