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Operazione Buco nero. Torna libero il commercialista Panarello: regolare la stima sul ramo d’azienda della Demoter

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tribunale-messina 1Il gip Maria Luisa Materia ha rimesso in libertà Benedetto Panarello, il commercialista che si trovava agli arresti domiciliari dal 30 settembre scorso, indagato nell’ambito della operazione Buco Nero. Un’operazione portata a termine dalla Squadra Mobile, che ha spulciato tra le carte di una società, la Demoter, ditta che si occupa di movimento terra e appalti pubblici, cui fa capo l’imprenditore Carlo Borella. Lo scorso settembre furono eseguite 14 ordinanze di misura cautelare, una bufera che si abbattè su ben 5 società- a detta dell’accusa facenti capo alla Demoter. Per gli indagati, le accuse, a vario titolo e in concorso tra loro, furono “plurime fattispecie di bancarotta fraudolenta”.
Sull’ordinanza si leggeva:” Il quadro investigativo raccolto ha consentito di dimostrare che i componenti dell’importante gruppo imprenditoriale della famiglia Borella hanno posto in essere una vera e propria operazione di depauperamento della più importante società, la DEMOTER s.p.a., operante nel settore degli appalti pubblici, attraversata da vicende processuali di criminalità organizzata, destinandola alla sicura decozione, secondo un preciso e predeterminato disegno criminoso, consistente nella sistematica e progressiva spoliazione dei rami attivi del suo complesso aziendale, collocandoli in nuove società, potendo contare sulla preziosa e proficua collaborazione, di esperti professionisti. Tutto ciò al fine precipuo di mantenere le attività del gruppo, sottraendole al rischio di misure interdittive ed all’aggressione dei creditori.”
In pratica, sostenne l’accusa,la Demoter, in prossimità del fallimento, avrebbe attuato una serie di distrazioni di somme, trasferendole ad altre società che facevano sempre capo a quella di movimento terra. In due anni- a detta degli inquirenti- sarebbero state distratte somme per 20 milioni di euro. L’operazione Buco nero portò anche al sequestro di 5 società, il cui valore ammontava a circa 10 milioni di euro.
Benedetto Panarello e altri sei tra gli indagati furono posti agli arresti domiciliari.
Per il commercialista l’accusa era relativa ad una consulenza sulla stima di un ramo d’azienda. Stima che il PM sostenne fosse elevata rispetto al valore effettivo. Il legale di Panarello, avvocato Nino Favazzo, chiese l’incidente probatorio con perizia di consulente nominato dal gup, che valutasse se la stima effettuata da Panarello fosse regolare o meno. Perizia oggi depositata: era regolare. Il commercialista è tornato in libertà esattamente dopo 4 mesi di arresti domiciliari.

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