Non causò la morte di un centauro per la sosta irregolare della sua auto. Assolta

tribunale-messina 1Assolta, perchè il fatto non sussiste, Giuseppina Donato: era accusata di aver causato, per la sosta irregolare della propria autovettura, la morte di un centauro.
Era il pomeriggio del 29 ottobre 2009, quando Michele Pietroburgo, 42 anni,che viaggiava in sella alla sua Yamaha 500, percorreva la via Consolare Pompea, altezza Sant’Agata. L’uomo, perso il controllo del mezzo, finì sull’asfalto e, nella caduta, andò dapprima a sbattere contro la fiancata posteriore di una vettura in sosta, la Fiat Punto di proprietà di Giuseppina Donato, e da lì, proiettato sull’altra corsìa, si schiantò contro un’auto che sopraggiungeva.
Gravissimo, per un trauma cranico, Pietroburgo morì 10 giorni dopo.
Giuseppina Donato fu indagata e successivamente rinviata giudizio per aver lasciato la propria vettura in sosta irregolare, a spina di pesce, con le ruote anteriori sul marciapiedi, e non, come descrive il codice della strada: ” il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso”.
Oggi, difesa dall’avvocato Bonaventura Candido, per la donna è arrivata l’assoluzione: è stato dimostrato, con prove testimoniali e perizie di parte, che tra il decesso del centauro e il parcheggio “a spina di pesce” dell’auto dell’imputata non’è vi è stato alcun nesso di causalità.

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