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Cassazione. Cateno De Luca condannato per diffamazione

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Conferma della Cassazione: Cateno De Luca condannato per diffamazione durante i comizi elettorali a Fiumedinisi. L’attuale sindaco di Messina dovrà pagare una multa di 800 euro, le spese legali delle parti offese e l’opportuno risarcimento in sede civile.

Il giudizio definitivo, emesso nella giornata di giovedì dalla V sezione penale della Cassazione, si riferisce a fatti avvenuti all’inizio del 2012, quando De Luca era primo cittadino di Fiumedinisi.

Nel marzo di quell’anno, durante una serie di 4 comizi elettorali intitolati “Nomi e Cognomi”, Cateno De Luca aveva attaccato pubblicamente i vertici della Procura della Repubblica – per le accuse che avevano portato al suo arresto nel 2011 (“Sacco di Fiumedinisi”) – e inveito duramente contro alcuni suoi compaesani apostrofandoli con aggettivi e nomignoli decisamente poco convenienti.

I video di questi comizi elettorali erano, peraltro, stati trasmessi su un’emittente televisiva locale e “rimbalzati” su internet, aumentando sensibilmente la portata del “messaggio”.

A finire nel mirino dell’invettiva di De Luca, al tempo sindaco di Fiumedinisi, erano stati fra gli altri Carmelo De Francesco e Fortunata Cannetti. «Concusso e imbroglione», «menzognero», questi alcuni degli epiteti loro riservati da Cateno De Luca durante i comizi elettorali. Comportamento che adesso la Cassazione ha ufficialmente condannato come diffamazione. 

Cateno De Luca dovrà, quindi, pagare la multa di 800 euro, comminata già in primo grado nel 2016 e confermata in appello nel 2018, sostenere le spese legali e provvedere al risarcimento, da stabilire in sede civile, delle parti offese.

 

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