aggressione carcere

Carcere di Gazzi. Detenuto “armato” di metal detector spacca la testa a ispettore e un braccio ad assistente

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aggressione carcereUna grave aggressione nei confronti di personale della Polizia Penitenziaria si è verificata ieri al carcere di Gazzi.
Da una prima ricostruzione dei fatti, un detenuto, accompagnato in infermeria per una visita di controllo, si è impossessato repentinamente di un metal detector posto sulla scrivania del emecio di turno e con questo ha colpito più volte alla testa l’ispettore A.M. che lo accompagnava.
Immediato, è intervenuto in difesa del collega l’assistente capo S.B. che nel tentativo di placare e bloccare il detenuto ha riportato la frattura di un braccio.
Il detenuto è stato poi fermato da altro personale sopraggiunto nel frattempo.
L’ispettore ha riportato una ferita lacero contusa alla testa suturata con 8 punti e una prognosi di 10 giorni; l’assistente capo, accompagnato al pronto soccorso del Policlinico, ha avuto prescritti 30 giorni di convalescenza.

“Nell’arco di pochi giorni questa è la seconda aggressione che si registra in danno della Polizia Penitenziaria all’interno della casa circondariale di Messina- commenta Francesco Barresi – Coordinatore Regionale Aggiunto della UIL PA Penitenziari Sicilia – sintomo questo che c’è qualcosa che non va nella gestione dell’istituto e dei detenuti.
Appare chiaro che la situazione è estremamente grave e non è certo di aiuto l’atavica carenza di organico che non permette di garantire un adeguato livello di sicurezza.”
Riteniamo che sia necessario un immediato intervento del Provveditorato e/o del Dipartimento per riportare la giusta tranquillità”.

Anche il Segretario Generale Aggiunto dell’OSAPP – Domenico Nicotra – attraverso una nota dichiara: ” La misura è sicuramente colma. Non si capisce come in un Istituto penitenziario che
non soffre eccessivamente del sovraffollamento penitenziario si possano registrare simili episodi che di norma sono la naturale conseguenza di coesistenza di molte persone detenute in spazi ristretti.”

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