Rush finale per le Elezioni Regionali in Sicilia. Ancora litigi e malumori tra i candidati

elezioni_regionali_03Solo pochi giorni alle Elezioni Regionali in Sicilia. Pochi giorni in cui si giocherà il tutto per tutto tra i candidati alla Presidenza, anche se più sondaggi, ormai da diverse settimane, riportano tutti lo stesso testa a testa: Musumeci VS Cancelleri. La coalizione di centro-destra contro il Movimento 5 Stelle.

Seconda e terza posizione sembrano spettare al candidato di centro-sinistra, Fabrizio Micari, e al suo diretto avversario Claudio Fava, sostenuto dalla sinistra siciliana con il partito Cento Passi per la Sicilia. Spaccatura, questa, voluta soprattutto da chi mal vedeva le alleanze scelte dallo schieramento di centro-sinistra, come quella col partito Alternativa Popolare guidato da Angelino Alfano.

E, infine, il candidato Roberto La Rosa con il Movimento Siciliani Liberi, grande sostenitore dell’autonomia della bella isola.

Un polverone mediatico-politico sembra essersi alzato, però, sul Movimento 5 Stelle, dopo l’ultima infelice dichiarazione dell’Assessore ai Rifiuti designato da Giancarlo Cancelleri, Angelo Parisi.

Foto di Angelo Parisi - assessore designato m5s«Rosato facciamo un patto, se questa legge sarà cassata dalla Consulta, noi ti bruceremo vivo, ok?», questo il tweet con il quale Parisi ha apostrofato Ettore Rosato, capogruppo Pd e padre della legge elettorale appena approvata.

Lo stesso Rosato, venuto a conoscenza del tweet, ha subito risposto con un post sulla sua pagina Facebook: «Non sono uno che si impressiona, mai. Neanche quando leggo fiumi di odio contro di noi sui social. Ma la frase “Ettore Rosato, noi ti bruceremo vivo”, mi fa male. Per la mia famiglia e per i miei figli, naturalmente. E perché non l’ha scritta uno qualsiasi. Ma un signore a cui il candidato 5 stelle Cancelleri vuole far fare l’assessore ai rifiuti in caso di vittoria. Si chiama Angelo (lasciamo stare il cognome) e vuole bruciare vivo un avversario, vuole bruciarmi vivo perché sulla legge elettorale non la penso come lui. Ma vi rendete conto di quanta violenza, seppur sul web? Di quanta meschinità umana? Le elezioni si vincono e si perdono, è la vita. Ma quando si perde la dignità, beh, allora è difficile recuperarla. Cari amici 5 stelle, i veri impresentabili siete voi. Col vostro linguaggio squadrista e i vostri insulti state distruggendo la normale discussione politica. Caro Grillo, caro Di Maio, fermatevi. Siete ancora in tempo. Restate umani, almeno voi».

Ma Angelo Parisi non ci sta a farsi definire hater, come la stampa nazionale ha fatto, e risponde chiedendo scusa a Rosato e, al contempo, lanciando una stilettata contro gli avversari del Movimento alle imminenti elezioni: «Quando sbaglio so riconoscerlo, per questo oggi sento di dover chiedere scusa per il mio tweet dei giorni scorsi rivolto a Ettore Rosato. Quel linguaggio e quei toni non mi appartengono e mi dispiace essere andato oltre i limiti in un momento. Non sono un hater, sono un cittadino che ha a cuore la democrazia e le istituzioni – e qui arriva la stilettata nei confronti dei rivali – ma non permetto a nessuno di strumentalizzare un mio errore per provare ad accostarmi agli impresentabili che affollano le liste di Nello Musumeci».

Anche Cancelleri risponde, commentando quanto scritto dal suo assessore designato: «È incredibile. La notizia del giorno è un tweet infelice del mio candidato assessore Parisi. Ha chiesto scusa ed è giusto chiedere scusa quando si sbaglia. Angelo è una persona che ha le competenze e il curriculum per fare quello che gli ho chiesto di fare: l’assessore all’energia. E lo farà».

totò cuffaro - ex presidente della regione siciliaNel frattempo arrivano su La Repubblica le inaspettate dichiarazioni di Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia condannato a sette anni di reclusione (tutti scontati) per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio, che sembrava in un primo momento sostenere Musumeci. «Io sono fuori dai giochi – ha dichiarato Cuffaro – e meno male che non potrò votare perché interdetto. Questo Musumeci non sarebbe stato il mio candidato, troppo a destra, brava persona per carità, ma si porta dietro il marchio indelebile del suo passato».

A poco meno di quattro giorni dalle elezioni il quadro si delinea ma sembrano tanti i voti che potrebbero ancora spostarsi da un candidato all’altro, lasciando la Sicilia sospesa in un marasma di promesse e programmi politici a cui è stata data meno importanza che ai litigi a cui ormai siamo tristemente abituati. Solo fino a pochi giorni fa il partito dell’astensionismo era quello con più punti percentuali (il 52% degli aventi diritto al voto), cosa succederà tra qualche giorno alle urne?

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