Messinambiente: domani sit-in dei netturbini della Fit Cisl

Messinambiente protesta1Ritardi negli stipendi da 2 a oltre 18 mesi, pessime condizioni di sicurezza, contratti di solidarietà, procedure di licenziamento, rischio continuo di riduzione del personale. Senza dimenticare del problema discariche, alcune delle quali tenute ancora aperte e solo per qualche altro mese, ma ormai al limite della capienza, la raccolta differenziata che in alcune parti tarda ad arrivare. A tutto questo si aggiunge il problema delle SRR che dovrebbero rappresentare la “ riforma all’interno del settore”, ad oggi solo formalmente costituite e non attive, creando di fatto ai lavoratori grande incertezza sul loro futuro occupazionale.

La Fit Cisl di Messina ripropone all’attenzione generale la situazione del settore rifiuti, uno dei più colpiti in assoluto dall’emergenza. Così, domani, dalle 9 alle 12, i lavoratori di Messinambiente manifesteranno con un sit-in  davanti al Comune di Messina, per denunciare problematiche che da troppo tempo pesano sui lavoratori della partecipata. “I lavoratori – sostengono il segretario generale della Fit Cisl Manuela Mistretta e il segretario del settore Ambiente Rosaria Perrone – sono stanchi di dover elemosinare ogni mese, come se fosse una concessione, qualcosa che invece gli spetta di diritto: la loro retribuzione”. 

La Fit mette in evidenza la volontà dell’azienda  di destinare le somme in arrivo, ma già in ritardo, per gli stipendi del personale, “per effettuare invece dei pagamenti che secondo loro godrebbero di priorità come risulta dall’ultimo verbale sottoscritto dall’azienda e contestato a gran voce dai sindacati. La prima vera priorità – ricordano – sicuramente sono gli stipendi dei lavoratori. Non possiamo accettare che le cifre loro destinate e necessarie per il sostentamento delle loro famiglie,  vengano impiegate per fronteggiare altre spese”.

“Da troppo tempo – afferma i rappresentanti del sindacato – chiediamo la ristrutturazione del sistema, la stabilità per tutti i lavoratori, migliori condizioni di sicurezza e che al più presto si concretizzino tutti i passaggi necessari per la garanzia dei livelli occupazionali sollecitando un tavolo con le Istituzioni per provare a costruire un percorso nuovo ed efficiente riguardo le partecipate del Comune di Messina”.

“Il 31 dicembre – concludono Mistretta e Perrone – scadrà la proroga e se non dovessero accelerarsi i tempi si rischierebbe l’ennesima emergenza occupazionale”.

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