Elezioni. Al via la campagna elettorale di Saitta: ecco 3 punti per cambiare Messina

antonio-saitta-amministrative-2018-messinaIl candidato sindaco Antonio Saitta ha scelto Piazza Cairoli, il cuore della città di Messina, per inaugurare la sua campagna elettorale e presentare ufficialmente la sua squadra e i punti chiave del suo programma.

Una discesa in campo, la sua, che vuole essere una risposta alla rassegnazione dei cittadini, delusi da una politica non attenta alle esigenze della città e dei suoi abitanti. Per poter riuscire, però, a far ritornare Messina ad essere “La città in cui credere”, il candidato del centrosinistra alle prossime amministrative è convinto di avere la squadra giusta, formata dalle 6 liste che lo sostengono. Tre sono liste politiche legate ad altrettanti partiti (PD, Articolo 1 e Sicilia Futura), le altre tre, invece, sono liste civiche.

«È l’espressione della politica che viene affiancata dai cittadini – ha spiegato Saitta. Libera Me è l’equivalente di completamento ideale del PD. Impegno Civico è costituita da professionisti, docenti e giovani desiderosi di cimentarsi per la prima volta nel mondo politico per contribuire alla rinascita della nostra città. Saitta Sindaco, infine, è una lista animata da tante amiche ed amici che hanno sempre sostenuto il mio impegno politico e che vogliono continuare a farlo anche in questa battaglia».

antonio-saitta-amministrative-2018-messina-squadra-02I tre punti chiave del programma di Antonio Saitta

Lavoro, vivibilità e sicurezza. Sono questi i tre punti chiave del programma elettorale del candidato sindaco Antonio Saitta per le imminenti elezioni del 10 giugno.

Parlando di lavoro, Saitta si è soffermato su quello che viene ritenuto il problema principale della città di Messina: l’emorragia dei giovani.

«I giovani che abbandonano la nostra città – ha affermato il candidato sindaco – non fanno altro che impoverire Messina in tre modi diversi:

  • risorse investite dalle famiglie vanno a arricchire altri territori;
  • la partenza desertifica la nostra città di talenti ed abitanti;
  • il biglietto di sola andata impoverisce i nostri affetti.

L’Amministrazione Comunale ha il dovere di fermare la fuga dei giovani, collaborando con gli altri soggetti istituzionali per far ripartire questa città. Vanno utilizzati tutti i fondi che ci sono a disposizione, quelli del Patto per il Sud, quelli del Pon Metro: sono risorse fondamentali per garantire ai cittadini una qualità della vita migliore».

Affrontando l’argomento vivibilità, Saitta ha affermato che Messina non si avvicina nemmeno agli standard minimi di sufficienza. «Vivibilità vuol dire investire sulla cultura, valorizzare il patrimonio che possediamo, migliorare il trasporto pubblico e farlo diventare la forma privilegiata della viabilità urbana, liberare dall’isolamento i villaggi». Fondamentale, in questa ottica, anche la creazione di nuove zone pedonali. «Sono utili per rilanciare il commercio – ha continuato Saitta – ma devono essere realizzate con attenzione, in zone che possano davvero trarne beneficio. Si, quindi alle isole pedonali. No alle strade chiuse».

La sicurezza, infine, è il terzo punto chiave del programma di Saitta. Sicurezza intesa come sicurezza ambientale, sicurezza stradale e sicurezza economica, ma anche sicurezza di vedere riconosciuti i propri diritti di cittadini. «Messina deve tornare a scommettere sui servizi sociali perché tutti devono essere certi di poter godere dei propri diritti, soprattutto i più deboli. L’Amministrazione deve essere al loro fianco, con servizi moderni ed efficienti. Deve mettere al centro i cittadini, i loro diritti e le loro difficoltà».

Un programma certamente ambizioso ma che Saitta è convinto di poter realizzare grazie alla sua squadra di cui ha presentato ufficialmente i primi assessori designati: Maria Flavia Timbro, Lucy Fenech, Antonino Interdonato, Pietro La Tona, Giovanni Lazzari.

«Siamo certi di riuscire ad arrivare al ballottaggio e di vincerlo, perché abbiamo la squadra giusta e con  l’impegno di tutti noi Messina torna ad essere la città in cui credere».

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