Operazione Fake. Da oggi primi interrogatori. Patti si chiede:” Dovremo tornare al voto?”

municipio pattiSaranno interrogati oggi, 3 dei 156 indagati della operazione Fake. Si tratta di quelli la cui posizione è ancora al vaglio del Gip per eventuali misure cautelari. Sono: Marcella Gregorio e Nunzio Pontillo, rispettivamente responsabile del settore affari generali e del settore finanziario ddel Comune di Patti, e Roberto Ribaudo, ex direttore generale dello stesso Comune.
Lunedì, e ancora mercoledì e venerdì, saranno interrogati dal gip Laudadio i 12 destinatari della misura cautelare, accusati, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione finalizzata alla commissione di falsi e reati elettorali, alla truffa in danno di Enti pubblici.
Primi a dover rispondere delle accuse saranno i 5 sottoposti agli arresti domiciliari: l’ex vice sindaco di Patti Francesco Gullo; il consigliere comunale Domenico Pontillo; Maria Pia Germanà,consigliere comunale di San Piero Patti; Carmelo Lembo, vicecomandante dei Vigili urbani di Patti; Giuseppe Panzalorto,ispettore della polizia muncipalee di Patti; Irene Cappadona e Antonella Cappadona, rispettivamente presidente e impiegata del consorzio sociale Insieme. Di seguito coloro per i quali il giudicie ha disposto divieto di dimora: i due consiglieri comunali Pasqualino La Macchia, maresciallo della Guardia di Finanza, e Filippo Tripoli,maresciallo dell’Esercito, entrambi consiglieri comunali a Patti. Subito dopo saranno sentiti dal gip: Giuseppe Foresti,ispettore della Polizia Muncipale di Patti; Alessio Arlotta, impiegato di un ente di Formazione, e Raffaele Aliberto, ex assessore comunale a Montagnareale. Per loro l’obbligo di dimora.

Intanto Patti si chiede quali ripercussioni avrà il “tornado” che si è abbattuto sulla vita politica e amministrativa del paese. I consiglieri comunali conivolti neella operazione Fake, potranno proseguire a svolgere il loro ruolo istituzionale o no? Patti andrà nuovamente alle urne?
Ed ancora, quel pezzo da 90 della politica pattese, Cisco Gullo, che da un ventennio gravita nell’orbita del centrosionistra, ha davvero svolto quel ruolo di “gran burattinaio” nel tirare le fila di una tornata elettorale, quella del 2011, che, alla fine, non ha neanche premiato gli sforzi e i presunti illeciti compiuti per eleggere sindaco il nipote, Luigi Gullo? Di Francesco Gullo, sull’ordinanza si legge: ” è soggetto che non si pone alcuno scrupolo a consumare reati di svariato tipo pur di perseguire i propri scopi, intendendo la politica quale strumento di affermazione personale piuttosto che quale funzione da svolgere nell’interesse collettivo. L’ex vice sindaco –scrive il gip- –vanta una tangibile capacità di influenzare l’agire dei funzionari pubblici e si è, nell’occasione, circondato di persone disposte a condividerne le condotte delittuose, tanto da dare vita addirittura ad un contesto associativo di rilevanza penale di cui egli è risultato indiscusso promotore, organizzatore e capo”.
Complicità eccellenti, dunque, di uomini della Guardia di Finanza, dell’Esercito, della Polizia Municipale, di funzionari del Comune, di assessori, avrebbero fatto di Patti un feudo. Di Cisco Gullo un feudatario.

 

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