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Mazzette su appalti al Cas: il Riesame rimette in libertà 9 indagati

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tribunale-messina 1L’unico a rimanere agli arresti domiciliari, dei 10 “ristretti” della operazione Tekno ( appalti truccati al Cas), è il dirigente del Consorzio Autostrade, Letterio Frisone. Tornano in libertà, su decisione del Tribunale del Riesame:
Filadelfio Scorza,funzionario del Cas, gli imprenditori Giacomo e Antonino Giordano, Ettore Filippi Filippi, Francesco Duca, Rossella Venuto, Giuseppe Iacolino.Erano tutti ai domicilairi dallo scorso 18 novembre, quando un’attività investigativa della Dia di Messina e Catania era culminata con 10 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ( 10 arresti domiciliari, 2 misure interdittive). Accusate, a vario titolo, di turbativa d’asta, corruzione, induzione indebita a dare e promettere utilità e istigazione alla corruzione.
Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero messo in piedi una sorta di cartello affaristico che ruotava attorno a gare d’appalto indette dal Cas (Consorzio Autostrade Siciliano). A detta dell’accusa alcune imprese partecipanti ai bandi si accordavano per stabilire le offerte base e le percentuali di ribasso. L’appalto veniva aggiudicato in base alla media delle offerte. Chi se lo accaparrava, però, come preventivamente concordato, spartiva i proventi della gara con le imprese escluse, avvalendosi della loro manodopera e dei loro mezzi.
Un caso, tra tutti, è al centro dell’inchiesta: un appalto pubblico bandito dal Cas nel maggio 2013, per l’assegnazione dei lavori inerenti al servizio di sorveglianza attrezzata per le tratte autostradali A18 e A20. Sarebbe emerso dalle indagini che ci sarebbero state mazzette da 100mila euro per favorire l’aggiudicazione della gara ad una ditta prestabilita.
Per 9 tra gli indagati finiti ai domiciliari, meno di un mese dopo, il Tdr dispone che siano rimessi in libertà.

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