La Germania conquista il suo quarto Mondiale, sconfitta l’Argentina di Messi

233836188-ba600ca4-b453-442b-b9a0-a1dce05da124La Germania è campione del mondo per la quarta volta come l’Italia. Dopo la finale in Corea e i due terzi posti, nel 2006 e nel 2010, corona un ciclo strepitoso andandosi a prendere quella coppa inseguita da 24 anni. Battuta l’Argentina che, come, nel 1990, è stata piegata solo da una giocata. A Roma ci pensò Brehme all’81’, con un rigore procurato con astuzia da Voller, stavolta c’è voluta una magia di Gotze, il brutto anatroccolo, quello bocciato da ct e critica dopo la fase a gironi, per decidere la contesa dopo 123’ di equilibratissima battaglia. E per il calcio è un giorno storico: è la prima vittoria di una europea nelle Americhe.

Ha vinto la squadra più forte. Su questo non ci sono dubbi. La squadra che ha fatto vedere il gioco e i singoli migliori. In finale non ha disputato la sua gara più bella ma, ancora una volta, ha evidenziato personalità e carattere da vendere. Seppur stremata dalla fatica, dopo aver sofferto per tutta la ripresa, nei supplementari ha ripreso in mano il comando delle operazioni, ha chiuso l’Argentina nella propria trequarti e poco prima dei rigori ha trovato la giocata per fare la differenza con due, Schurrle e Gotze, che certo non erano tra i protagonisti più attesi. A dimostrazione di un complesso straordinario nella sua interezza. 

Per Messi, Higuain, Palacio e Lavezzi (forse richiamato in panca troppo presto) appuntamento con la storia rinviato. Il terzo titolo della storia avrebbe coronato la grande partecipazione popolare, con oltre 100.000 argentini accorsi in Brasile per un sogno sfumato sul più bello. Per la “Pulce” il titolo di mvp: amara consolazione dopo una gara in cui la sua stella ha brillato soltanto a tratti.

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