ACR Messina. Sciotto si dimette ma l’Amministrazione non ci sta

stadio san filippoEnnesimo KO subito dall’ACR Messina e Pietro Sciotto decide di dimettersi dalla presidenza della squadra peloritana. L’Amministrazione comunale non ci sta e chiede, all’ormai ex-presidente, di rivalutare la sua decisione e cambiare idea.

È stata sicuramente una domenica bruttissima per la squadra giallorossa e per i suoi tifosi che, dopo la bruciante sconfitta con l’Acireale, devono affrontare un’ulteriore delusione: “Il presidente Pietro Sciotto lascia la società in maniera irrevocabile”. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno, una sola motivazione: la delusione per i risultati negativi della squadra giallorossa. A questo disappunto si aggiunge l’amarezza del trattamento riservatogli dai tifosi, che non hanno fatto mancare cori offensivi nei suoi confronti.

Immediata la reazione del sindaco di Messina, Renato Accorinti, e dell’assessore allo Sport, Sebastiano Pino, che hanno chiesto a Sciotto di ripensarci e ritornare sui suoi passi evitando quello che rappresenterebbe – visto che non ci sono altri investitori – l’ennesimo fallimento per la società giallorossa.

Un futuro incerto per l’ACR Messina

A meno di clamorosi ripensamenti, il Messina calcio potrebbe quindi non esistere più e i suoi tifosi dover affrontare, ancora una volta, l’ombra del fallimento.

Alcune domande, però, sorgono spontanee: il presidente Sciotto pensava di vincere il campionato senza investire sul mercato? Senza avere una dirigenza adeguata? O, forse, che non sarebbe stato criticato di fronte ad un inizio stagione disastroso?

Sciotto aveva iniziato con le migliori intenzioni e con concreti investimenti ma, col passare del tempo, sembra ci abbia ripensato e gli siano sorti dei dubbi che, infine, lo hanno portato alle dimissioni.

L’augurio è che il presidente Pietro Sciotto possa, davvero, rivalutare la sua scelta e far seguito alle speranza dell’Amministrazione e dei tifosi, perché il calcio a Messina non può morire per l’ennesima volta.

Giovanni Irrera

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