“Sfratti zero”: sit-in dell’Unione Inquilini a Palazzo Zanca

Cartello porta Comune sfrattiSit-in oggi in occasione della giornata nazionale “Sfratti zero” al Comune dell’Unione degli Inquilini con il sostegno di Cambiamo Messina dal Basso. 

La protesta è per bloccare gli sfratti ai meno abbienti. 

“Col Piano Casa e la svendita all’asta delle case popolari sempre più cittadini, anche per gli effetti della crisi e della precarizzazione del mondo del lavoro (resa definitiva e totalizzante col Jobs Act e l’abolizione dell’art.18) si ritroveranno automaticamente a non poter pagare affitti e mutui – si legge in una nota – così facendo non solo si rischia di ampliare il campo dei senza lavoro e dei disoccupati, ma anche di creare un esercito di “nuovi senza fissa dimora” che vedranno venir meno la possibilità, seppur insufficiente, di accedere all’Edilizia Residenziale Pubblica. Infatti devastanti saranno gli effetti di quello che prevede il decreto in applicazione dell’articolo 3 comma 1 della legge 80 del 28 marzo 2014. Il Decreto prevede la messa all’asta degli alloggi per i quali la manutenzione o la ristrutturazione hanno costi insostenibili per l’ente gestore, in pratica tutti, visto che comuni e IACP dichiarano di non avere alcuna risorsa per le manutenzioni. Il prezzo di base d’asta sarà quello di mercato. Gli assegnatari in possesso dei requisiti per la permanenza nelle case popolari mantengono il diritto di prelazione nell’acquisto, ma al prezzo di aggiudicazione a seguito dell’espletamento dell’asta. In questo modo il Governo avvia lo smantellamento completo della presenza di alloggi pubblici per lasciare libero spazio alla speculazione edilizia e al libero mercato, costringendo gli assegnatari o a indebitarsi per l’acquisto di alloggi senza manutenzioni oppure alla precarietà abitativa visto che il loro alloggio sarà comprato da un privato, che se lo sarà aggiudicato al prezzo d’asta e di mercato. Questo quadro nazionale si amplifica ulteriormente se si cala nella nostra città, da sempre martoriata da piani di urbanizzazione speculativi che hanno privilegiato l’ampliamento di un mercato privato sempre più inaccessibile agli strati popolari. La questione del Risanamento rimane aperta con gli abitanti delle “baracche” che aspettano da anni un alloggio pubblico, le graduatorie ERP non scorrono, le politiche abitative in senso sociale sono completamente assenti e le Istituzioni (Comune e IACP) non hanno il polso della situazione sugli alloggi in loro possesso, pertanto non riescono a rispondere ad una domanda sempre più crescente. I dati sugli sfratti (433 sentenze di sfratto, di cui 385 per morosità, +3,25 % rispetto al 2012), sui pignoramenti (405 nel 2013 + 19,8% rispetto al 2012) e le 700 domande per accedere al bando ERP ci attestano che il disagio abitativo è in crescita nella nostra città. In tutto questo Unione Inquilini prova da circa un anno a sollecitare le istituzioni affinché prendano sul serio il problema e trovino soluzioni che possano fare uscire Messina dall’emergenza abitativa. Ma spesso le risposte sono state insufficienti. Ad esempio, per quanto concerne l’elenco dei morosi incolpevoli, previsto dalla Legge 124/13, registriamo lentezza nelle procedure da applicare, pertanto siffatto elenco non basta se non è coniugato col passaggio da casa a casa previsto dalla stessa legge.

 

Tra le richieste girate all’amministrazione comunale l’applicazione del passaggio da casa a casa previsto dalla Legge 124/13; Aprire ed aggiornare l’elenco dei morosi incolpevoli previsto dalla Legge 124/13; Uno screening completo degli alloggi popolari in dote al Comune e allo Iacp; La possibilità di mettere a disposizione immobile e alloggi da recuperare ai fini abitativi; Un’alta tassazione degli sfitti per contrastare il canone nero; Riconvertire aree militari e strutture pubbliche abbandonate in abitazioni sociali; Avviare percorsi di autorecupero di edifici che siano nella disponibilità del Comune; Il non recepimento dell’art.5 del Piano Casa di Renzi; La Giunta e il Consiglio Comunale si impegnino affinché la Regione non recepisca il decreto sulla messa all’asta delle Case Popolari”.

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