Cooperativa Rete Abile avvia a Messina il primo progetto campione di differenziata a punti

differenziataPiù ricicli più guadagni. La raccolta differenziata a punti come incentivo. Un esperimento campione in cui sono stati raggiunti risultati inaspettati nella città di Messina. 4500 famiglie e oltre 7000 tonnellate di rifiuti differenziati. La cooperativa Rete Abile, società che si occupa di raccolta, trasporto, recupero, e smaltimento rifiuti sull’esempio dei comuni italiani più virtuosi, ha realizzato nella zona industriale di Messina, un’isola ecologica che si estende per circa 1700 metri quadri, in cui le famiglie possono differenziare i loro rifiuti. Nel punto di raccolta, chiamato Eco Recycling Point, sono differenziati: carta, cartone, plastica, acciaio, alluminio, polistirene espanso e materiali ferrosi. Il meccanismo di base è molto semplice: pagare a punti il materiale consegnato. Il cittadino riceverà dei punti in base al peso del materiale prodotto e i punti si tramuteranno in buoni spesa. Si tratta di un piccolo espediente che alcuni comuni italiani hanno trovato per far capire che rispettare l’ambiente fa bene alla collettività, alle generazioni future e, in questo caso, anche al portafoglio. «Incentivare la raccolta differenziata – ha spiegato Marcello De Vincenzo, presidente della Cooperativa Rete Abile non è solo un dovere delle istituzioni, nel pieno rispetto dell’ambiente, ma anche una possibile soluzione per diminuire le spese dei comuni in termini di gestione dei rifiuti. È giunto il momento che la Sicilia si schiodi da un livello di raccolta differenziata che è tra i peggiori d’Italia». Il buono spesa è solo uno dei tanti sistemi d’incentivazione. Tra le proposte, anche la riduzione della Tarsu e un catalogo premi. Abbiamo tutti gli strumenti, per un civile sviluppo ecosostenibile. «Dovremmo con grande umiltà prendere ad esempio i comuni più virtuosi – continua De Vincenzo − come Castel Buono (Palermo) e Burgio (Agrigento), che sono balzati alla cronaca, per aver raggiunto il 50%. Livelli, sicuramente non alla portata della Provincia di Messina. Secondo i dati riportati nel rapporto rifiuti 2010 è stata raggiunta una percentuale pari al 3,62 nell’area dell’ATO Me 2, mentre il 7% nella città di Messina. Percentuali che sicuramente non rispettano il piano rifiuti regionale. Gli obiettivi da raggiungere erano stati definiti nel 15%, (entro dicembre 2003), 25% ( entro il 2005) e 35% a regime. 

 

 

 

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