Hotspot, Barrile punzecchia la deputazione nazionale: “Attenzione verso la città solo in campagna elettorale”

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La presidente del Consiglio Comunale, Emilia Barrile

Un No inequivocabile, seppur mosso da ragioni politiche diverse. Il Consiglio Comunale di Messina, in occasione della seduta straordinaria di ieri, ha espresso la propria contrarietà all’Hotspot che dovrebbe sorgere all’interno dell’ex Caserma “Gasparro” di Bisconte e che dovrebbe ospitare circa 3mila migranti.

Così se il centrodestra parla chiaramente di una struttura insostenibile che rischia di minare anche la sicurezza di un tessuto sociale già complicato, mentre Cambiamo Messina dal Basso giudica l’Hotspot un’offesa per il diritto alla circolazione e alla dignità umana. La discussione continuerà oggi pomeriggio quando l’aula voterà il documento conclusivo.

Dal civico consesso, quindi, un messaggio forte e chiaro, ma la presidente Emilia Barrile lancia una stoccata all’indirizzo dell’amministrazione comunale: “Dal dibattito di ieri è uscita fuori una posizione univoca da parte del Conisglio Comunale, seppur attraverso percorsi politici diversi. L’amministrazione ha detto chiaramente che nessun ente governativo sin qui ha dato parere positivo sulla creazione dell’Hotspot, quindi speriamo che si sia affrontata una polemica inutile, altrimenti sarebbe grave che una Giunta venisse lasciata all’oscuro di tutto. Ma a questo punto non mi stupirei più di nulla”.

La Barrile lancia anche un messaggio forte e chiaro all’indirizzo della deputazione nazionale: “Ci sono delle scadenze importanti all’orizzonte, quindi immagino che i deputati usciranno quotidianamente sui problemi della città, facendo molta attenzione a quelle che sono le notizie riportate dagli organi d’informazione. Il problema è che Messina non va salvata nel 2017, semmai andava salvata all’inizio dei mandati, quando si avevano davanti 5 anni per poter portare avanti certe tematiche. Credo che la città non meriti questo”.

Per la Barrile, quindi, si poteva e si doveva fare qualcosa di più: “Il sindaco non rappresenta alcun partito politico, ciò ha portato allo scollamento con la deputazione e questo è stato un grosso errore. Molti deputati del centrosinistra, ricordo, che sostengono i governi di Roma e Palermo, ma in questi anni abbiamo assistito al progressivo impoverimento di una città a cui è stato tolto di tutto”.

Antonio Macauda

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