Calabrò:”Sono permaloso, convinto, non sono bello ma piaccio”

calabròfeliceVa di corsa, non solo negli spot ma anche per fare in tempo agli appuntamenti con le interviste. Non fuma, beve un bicchiere di vino solo a tavola e ogni tanto l’amaro dopo i pasti. Odia il fumo e per questo litigava spesso con il padre. Di solito succede il contrario. Non si ferma un attimo, Felice Calabrò, 40 anni. A 30 era uno sconosciuto consigliere di Quartiere, a Zafferia, che spiegava le sue iniziative in comunicati per l’associazione Jobel. Oggi fa campagna elettorale da candidato sindaco dopo aver guidato il Pd in Consiglio comunale ed essersi conquistato il sostegno di colleghi, anche di centrodestra, che lo definiscono “uno che sa leggere le carte”. Avvocato civilista, dal 2009 ha uno Studio tutto suo, dopo l’abilitazione nel 2002. Sposato con Mariella, 40 anni anche lei, biologa e docente precaria di matematica a Catania, ha tre figli: Stefano di dieci, Davide di otto, e Claudio di sei. Barba, occhiali, giacca blu e camicia grigia, pantalone scuro, mocassini, volto arabo e inflessione tipicamente messinese, Calabrò comincia così:

“Voglio dare la possibilità ai miei figli e a tutti di poter scegliere di restare a Messina. In questo momento è un obbligo andare via, anche l’Università deve cambiare rotta”.

 

Calabrò, parliamo dell’uomo, sembra uno sempre concentrato, attento.

“Da piccolo ero molto discolo, invece, eccentrico. Ho cominciato a lavorare molto presto nell’azienda di bestiame di mio padre e ho cambiato presto atteggiamento. Le responsabilità sono arrivate prima”.

Ci racconta un aneddoto del Calabrò discolo?

“Diciamo che ero uno di quelli che tornava a casa con la testa spaccata. Una mattina, al mare, “crollò” la piramide in acqua e io ero in cima, l’incisivo di mio fratello si conficcò nella mia testa: sette punti che si vedono ancora oggi guardando bene”.

Lei è messinese purosangue?

“Sono di Zafferia, sono nato e cresciuto lì, in contrada Macchia per l’esattezza”

La sua famiglia d’origine da chi è composta?

“Mio padre è morto tredici anni fa. C’è mia madre e i miei fratelli, Caterina, Placido e Francesco. Io sono il terzo: siamo tutti laureati e con il massimo dei voti, in famiglia “ni camina a testa”.

Non voleva fare il commerciante come suo padre?

“Ho ceduto l’attività a mio cugino, volevo fare l’avvocato e ci sono riuscito”

Si dice che legga molto?

“E’ vero. Soprattutto Camilleri, Sepulveda, De Luca. La sera, al posto della tv e fino a quando gli occhi non si chiudono, leggo”

E la mattina si alza presto per correre

“Si, mi alzo alle sei e corro tra le quattro e le cinque volte a settimana per un’ora e venti circa, la domenica anche due ore”

Guarda film?

“Preferisco i western di Sergio Leone, ma anche Profumo di Donna con Pacino e Carpe Diem, li ritengo tutti memorabili”

 

E quel poco di Tv?

“Programmi giornalistici come Report, il Caffè di Corradino Mineo su Rainews quando c’era. Per un pugno di Libri con Marcorè”

Sportivo di ogni epoca?

“Alessandro Del Piero, una bandiera della mia Juve, ma anche Franco Baresi, preferisco gli sportivi che badano più all’impegno che ai soldi. Ci metto dentro pure Francesco Totti e il nostro Nibali”

 

Ha un difetto?

Sono permaloso, uno convinto, vanaglorioso come sostiene il mio amico Tani Isaja”

E pregi?

“Non mollo mai, se mi pongo un obiettivo lo raggiungo”

Rimpianti?

“Nessuno”

 

E cosa mangia con piacere?

 

“Pescespada e pescestocco, se a ghiotta anche meglio, ma anche la pasta ncaciata come la fa mia madre”

Lascerebbe politica e lavoro per?

“Voglio fare il sindaco di Messina e lo voglio fare bene, ci siamo capiti”

Vince cinque milioni al gioco, cosa fa?

“Non vorrei rispondere perché siamo in campagna elettorale; dico che penserei ai miei figli e agli ultimi. E li metterei sullo stesso piano”

E’ credente?

“Sono molto credente, vado in Chiesa ogni domenica”

C’è un passo del Vangelo che ricorda?

“Ce ne sono tanti, mi viene in mente la parabola dei talenti, ovvero le nostre qualità le dobbiamo mettere a servizio degli altri”

Musica?

“Pino Daniele, Claudio Baglioni, Franco Battiato; Battiato è un maestro ma non doveva dire quelle cose sulle donne in politica anche se le ha dette con verità. Tiziano Ferro”

Guida?

“Si, ho una Bmw, ma ho avuto anche moto; in viaggio vado sempre con la mia auto come lo scorso anno che son salito fino in Valle d’Aosta””

C’è un posto a Messina che l’affascina più degli altri?

“Torre Faro è un posto meraviglioso, anche San Placido Calonerò, Gesso. Non c’è un posto unico, ce ne sono tanti”

 

Si ritiene bello?

“Non sono bello, mi ritengo una persona che piace”

 

Ci lascia con il suo concetto di vita?

“Il mio concetto di vita è in sintesi quello che canta Bennato nello spot: siamo tutti utili e nessuno indispensabile, tutti quanti”

 

@Acaffo

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