Pazienti psichiatrici: pochi medici e infermieri, a rischio trattamento terapeutico

paziente psichiatricoEsiste un grave disservizio del Modulo Dipartimentale di Psichiatria di Messina Nord, causato dal ridotto numero del personale medico e infermieristico, e questo va a scapito dell’intervento terapeutico sia all’interno delle strutture di ricovero che nei casi di trattamento sanitario domiciliare. E’, in sintesi, l’allarme lanciato unitamente dalle quattro sigle sindacali FP CGIL, CGIL Medici, CISL FP, CISL Medici, in una nota firmata Crocè, Catalioto, Emanuele, De Luca.

Quattro sigle per segnalare fatti e numeri che descrivono un dipartimento sanitario, quello psichiatrico, in piena emergenza causa:

Carenza di personale medico

.Pensionamenti, mobilità per sopperire a carenze e inabilità del personale che, a tutt’oggi , non è stato mai sostituito: sono già stati deliberati tre pensionamenti di Dirigenti Medici e altri due andranno a breve in quiescenza. Significativo anche il dato rappresentato dalle condizioni precarie di salute di altri Dirigenti.

Carenza del personale infermieristico

Sono stati già deliberati cinque pensionamenti, un infermiere è in aspettativa per legge 80, due assenti per grave malattia da diversi mesi, due infermieri in mobilità volontaria dal 1° aprile 2017, oltre le unità con le limitazioni che ne impediscono l’impiego nelle varie Unità.

Servizi svolti dal MD Messina Nord

.SPDC con quindici posti letto
.CSM, Ambulatorio di Villafranca, Centro Diurno,
.CTA con venti posti letto, Centro Diurno di Etnopsichiatria
.STAR Villa Bianca
.STAR Villa Verde con sei posti letto cadauna
.Servizio di reperibilità H24 all’Ospedale Papardo di Messina.

A questi servizi, già deficitari del giusto apporto numerico di personale medico-infermieristico, vanno aggiunti anche gli interventi per TSO (trattamenti domiciliari per i casi difficili e pressanti emergenze territoriali).

Il paziente psichiatrico, inoltre, va sottolineato, necessita di continuità terapeutica, dunque, della presenza di figure di riferimento, non operatori che cambiano continuamente sede di lavoro per sopperire alle carenze di altre strutture.

I sindacati chiedono alla Direzione Generale un incontro immediato “per la disamina della problematica – scrivono- e per trovare delle soluzioni stabili nell’interesse della utenza, nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori al fine di evitare interruzione dell’attività terapeutica che ad oggi si è mantenuta solo con l’impegno ed il sacrificio.”

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