Messina. Presentato il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita al Papardo

Procreazione Medicalmente Assistita - PapardoMessina. Presentato questa mattina, 4 agosto, il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina.

Un centro di grande avanguardia che sarà aperto al pubblico da settembre e permetterà alle coppie di poter usufruire di questi trattamenti tramite un’azienda pubblica, aspetto rilevante poiché consentirà di risparmiare notevoli cifre.

Una differenza, infatti, di diverse migliaia di euro tra il servizio di procreazione assistita offerta dal settore pubblico, in questo caso il centro del Papardo, e quello privato: «Le coppie che si rivolgeranno al nostro reparto – ha affermato il Dott. Michele Vullo, direttore generale del Papardo – avranno una spesa massima di 4.000 euro, a differenza dei circa 20.000 che spenderebbero rivolgendosi a un’azienda privata».

«Ci sarà anche la possibilità per le coppie – prosegue il Dott. Vullo – di vedere il momento in cui l’embrione verrà inserito nell’ovulo, poiché tutto verrà trasmesso tramite sistemi a circuito chiuso. Puntiamo non solo sull’efficienza del centro e dei suoi operatori ma anche sulla trasparenza dei trattamenti».

I lavori per la costruzione del centro sono iniziati circa 11 mesi fa, un progetto partito da zero e che in poco tempo ha permesso la realizzazione di una struttura all’avanguardia: «Abbiamo già accreditato circa 100 coppie che saranno assistite dal nostro Centro – spiega il Dott. Bellanca, responsabile del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita – e da settembre speriamo di essere pronti per partire a tutti gli effetti. Essendo una struttura di terzo livello abbiamo dovuto rispettare standard elevatissimi e, con soddisfazione, posso dire che siamo riusciti a dotarci di un team altamente qualificato».

Presente all’inaugurazione del Centro anche on. Davide Faraone, Sottosegretario del Ministero della Salute, che ha manifestato la propria soddisfazione per la costruzione di un Centro che dia speranza alla sanità pubblica puntando proprio sul patrimonio locale e sulle risorse pubbliche.

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