Un 2014 da cittadina modello. Tra diete, saldi e deodoranti

fondamentalmente messinaGennaio: tempo di propositi, di impegni, di buona volontà. E io mi sento pronta ad affrontare un nuovo anno di sfide e progetti. Tralasciando i miei target personali che richiederebbero un trattato a parte, essendo più o meno gli stessi che mi trascino di anno in anno aspettando che sia la volta buona, in questo inizio di 2014 mi sento di dover entrare in forte comunione con la mia città. Cosa vuol dire in fondo cambiare Messina dal basso se non cominciare dal mio metro e cinquantotto centimetri (senza tacchi e la frangetta stirata). Pertanto, mi impegno solennemente a mantenere quanto segue.

Mi applicherò. Studierò la viabilità e, soprattutto, la legge non scritta che la regola: un senso unico oggi, con ogni probabilità non lo sarà domani. Per questo dovrò tenermi in costante aggiornamento, magari facendomi aiutare da qualcuno in loco che giorno per giorno mi dica ad esempio in che senso sia percorribile la Via Cesare Battisti.

Spenderò. Appenderò in salotto una pianta in scala della futura isola pedonale, come fossi nella sede dell’FBI, con tanto di spilloni rossi per indicare i negozi più meritevoli. A tal proposito mi piacerebbe aiutare in prima persona l’economia della città. Vorrei davvero devolvere la mia intera tredicesima, gelosamente custodita, ai poveri esercenti schiacciati dalla crisi, soprattutto a quei simpatici negozianti di borse e scarpe griffate. Sono animata da un profondo spirito di solidarietà nei loro confronti e prometto che darò un senso ai tanto attesi saldi. Se non ci si aiuta fra noi concittadini, che speranza potremo mai avere?

Dimagrirò. Per non turbare la sensibilità del nostro manto stradale mi metterò a dieta. Alleggerirò il mio corpo prima di ripercorrere a piedi il Viale Boccetta, o gli altri torrenti. A questo riguardo, vorrei lanciare una campagna di sensibilizzazione. Le feste ci hanno appesantito, abbiamo messo su dei chili di troppo che oltre ad essere dannosi per la nostra salute, lo sono per le nostre strade. Per evitare che il suolo si apra sotto i nostri tacchi, rimettiamoci in forma e evitiamo di saltellare sulle coperture dei torrenti.

Viaggerò. Fra i miei propositi c’è anche quello di aiutare i mezzi pubblici. Niente più macchina per andare al lavoro e per accompagnare mio figlio a scuola. Non importa se dovrò alzarmi alle 5 del mattino e aspettare 4 coincidenze di autobus. Lo farò, per il bene della città. E siccome sono ammantata di misericordia, distribuirò deodoranti a tutti gli altri avventori dei mezzi pubblici, per scongiurare la piaga delle ascelle pezzate all’ora di punta.

Differenzierò. Prima di buttare qualcosa mi interrogherò sul possibile riutilizzo della cosa stessa. Perché non dare un’altra possibilità a un pacchetto di sigarette o a una latta di germogli di soia ormai vuoti (a dire il vero, quest’ultima anche da piena ha poca utilità)? E se proprio non dovesse venirmi in mente nulla, andrò alla ricerca dei cassonetti colorati, sperando di trovarli nel raggio di un kilometro da casa, e magari non pieni fino all’orlo. Mal che vada farò una gita nei centri di raccolta, con la macchina carica di sacchi differenziati. Se buttare la spazzatura era un’abitudine serale che consentiva a un componente della famiglia di sottrarsi al menage per fumare una sigaretta in santa pace e fare due passi, adesso di sigarette se ne possono fumare almeno 15 se si considera la dislocazione dei centri di raccolta.

Difenderò. Rimprovererò aspramente chi parcheggia in doppia fila, chi butta l’immondizia fuori dagli orari previsti, chi imbratta i muri, chi commenta le dimensioni delle parti intime della statua di Nettuno e chi critica le scelte di moda del sindaco.

Come l’immagine dello zio Sam ha mosso milioni di americani, lo stesso imperativo categorico sento che chiama me ad una nuova cittadinanza consapevole, ad un profondo senso di appartenenza al territorio. Devo esprimere la mia messinesità. Inizierò con una mezza con panna.

Giusy Pitrone

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