Signor Squalo, pardon, Nibali, per favore rinneghi Messina

fondamentalmente messinaIllustrissimo signor Nibali, mi duole disturbarla con questa missiva, ma, date le circostanze, mi vedo costretta a rivolgermi a lei. Mi scuso innanzitutto per la mia ignoranza, non conosco infatti altro sport all’infuori del calcio, per cui non avevo idea di chi lei fosse e tutte le volte che sentivo il suo nome fra la gente che decanta le sue gesta, ero convinta si riferissero all’arancino di Famulari. Ora scopro che le è stato intitolato, non viceversa. Adesso che mi sono informata, so che lei è un ciclista. Come il Sindaco. Siete cugini, forse? Ha un sacco di parenti lei, ché tutti qui vantano una qualche forma rapporto con gente famosa. Il punto è proprio questo, esimio signor Nibali, vorrei chiederle di rinnegare Messina. Dica che si è sbagliato, che non è vero, che in realtà lei è nato e cresciuto a Bassano del Grappa. Vada un po’ a fare l’uomo simbolo di un’altra città, che a Messina prendiamo le cose troppo sul serio. Dica che si è confuso perché vedeva il mare, ma stava a Genova. O a Venezia: non era mica lo Stretto! Non erano traghetti, ma gondole quelle. E poi gli squali sono di mare, non di Stretto.
Suvvia, signor Nibali, che qua si è generata una sorta di follia collettiva per lei. Il terreno era già piuttosto fertile, visto che, a quanto sembra, i messinesi hanno un debole per la bicicletta, il Sindaco in testa. E lei lo sa, furbacchione, che abbiamo le fioriere nell’isola pedonale a forma di bici. E sa pure che i sui aspiranti colleghi sfrecciano sulla pista ciclabile della litoranea rischiando di uccidere chiunque osi frapporsi fra loro e l’orizzonte. E che adesso ce l’abbiamo anche in città? Lo sa questo? Che è più largo il corridoio di casa mia che la carreggiata percorribile da noi sporchi, antichi, tristi automobilisti? Lo sa che se chiede al Sindaco la concessione del San Filippo per allenarsi o anche solo per farci il cenone di Natale con la sua famiglia, la ottiene senza fatica? Che lei ne sia consapevole o no, prenda atto che sta facendo parecchio danno in giro, che Messina è ancora meno vivibile di prima.
Mentre fino a poco tempo fa i ciclisti in città erano una minoranza che abbracciava il rischio di andare a lavorare sul mezzo a due ruote per testimoniare la propria passione per l’ambiente, la forma fisica e le irritazioni intime, adesso assistiamo al moltiplicarsi di ciclisti pseudo professionisti, bardati di tutto punto peggio di lei. Sentendosi ai suoi livelli per il solo fatto di essere nati a Messina , se ne infischiano delle piste ciclabili e ti si piazzano davanti la macchina, uno accanto all’altro, creando una muraglia di posteriori inguainati in tutine rivelatrici che non sono un bel vedere. Lei non potrebbe adottare un altro stile? Sappia che ha un grande potere: lei ha la maglia rosa e tutti a trasformarsi in confetti; lei ha la maglia gialla ed è tutto un fiorire di giallo, con annessi moscerini attaccati. Per questo, le chiedo un cambiamento di look, almeno. Sono stanca di natiche in bella vista, metta su qualcosa di più morbido. Rinneghi Messina così le mamme come me non dovranno caricarsi la bici dei propri figli sulla macchina per cercare un posto in cui pedalare senza essere centrati da una macchina (guidata a sua volta da un’altra madre come me), ma prenderanno il solito caro vecchio pallone. Lo faccia anche perché durante le tappe nessuno esce di casa, che neanche per il mondiale c’era questa desolazione. Lo faccia perché quando parlo di Bjelanović, ultimo acquisto del Messina, o di Allegri sulla panchina della Juve mi guardano con compassione. Suvvia, ci lasci stare. O quantomeno, si faccia due tatuaggi, prenda una multa per eccesso di velocità e si metta con una velina.

Giusy Pitrone

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