Edward Thorp: il matematico che sfidò Las Vegas

edward-thorp-interviewFacendo un piccolo e rapido excursus di tipo antropologico, scopriamo come nel mito del Far West il poker in particolare abbia avuto un ruolo di rilievo tra i cowboy e chi viveva una vita di frontiera.

Lo stesso si può dire dei resoconti dei viaggiatori che tornavano dall’Estremo Oriente, con una visione davvero differente sulla cultura del gioco, assai diffusa in Cina e in altre realtà dell’Indocina. Si tratta appunto di un fattore culturale, di un interesse che nel corso dei secoli ha reso tanto affascinante la cultura del gioco, celebrata in molte opere popolari, dai romanzi, alle canzoni, dai film passando per i format televisivi.

Cambiano i modi di intendere il gioco, così come le sue modalità di fruizione, cambiano talvolta le regole, eppure il casinò rappresenta un’attrattiva per molti individui in diverse parti del mondo.

Non solo, il gioco d’azzardo nel corso dell’ultimo secolo è diventato motivo di studio per un numero sempre più alto di matematici e accademici che, come Edward Oakley Thorp, hanno approfondito questo argomento. Già nel 1962 nel volume Beat the Dealer, il matematico spiegava la sua teoria, secondo cui, grazie al calcolo e al conteggio delle carte, un giocatore di Blackjack può vincere e battere il banco. Entrando nello specifico la teoria thorpiana si basa su un particolare assunto: quello cioè delle carte che valgono 10, un sistema che consente di acquisire una posizione di vantaggio nel conteggio delle carte.

Per chi è poco avvezzo ricordiamo che il blackjack si basa sul fatto che bisogna ottenere come numero massimo il 21. Chiedere una carta più quando il vostro punteggio è già prossimo a questo numero vuol dire “sballare” e quindi perdere la mano. In questo la Matematica, secondo Edward Thorpe ci guida e ci conduce alla vittoria. Per questo motivo Edward Thorpe è l’uomo che ci ha insegnato come battere il casinò attraverso un sistema  più volte discusso e analizzato. È interessante notare come il matematico statunitense abbia acquisito questo tipo di esperienza trascorrendo un periodo di tempo a Las Vegas, durante le festività natalizie. Il blackjack, all’epoca, era considerato il gioco dove nessuno avrebbe mai vinto nel lungo periodo.

La teoria di Thorp invece è quella di smontare questo tipo di logica, dimostrando empiricamente che sarebbe possibile battere il casinò con il contributo del calcolo e del principio matematico. La cosa più incredibile, però, è che il matematico statunitense riuscì a battere il casinò partendo da una base di soli 10 dollari. La sua teoria, che ai più potrebbe sembrare semplicistica e non scientifica, si basa sul fatto che il gioco del Blackjack deve essere letto in ottica di mutamento delle carte e dei numeri, in base alle carte che restano da distribuire.

Oggi il casinò è cambiato arrivando a diventato virtuale, ma la teoria del matematico statunitense sembra essere ancora valida, soprattutto per quanto riguarda il Blackjack e la Roulette.

 

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