Un grande Ciao a Oskar, fotoreporter della vecchia guardia

14718796_10210864513558604_8581178886354785341_nSo soltanto che è morto, in un letto di ospedale. Non so di che, so come: amareggiato. Amareggiato da un mestiere, quello di fotoreporter, che invece di premiarlo, negli anni, lo ha dimenticato.
Si chiamava Fernando Carciotto, di età indefinibile, poteva averne 50, come 70, di anni,  perchè a Messina lo conoscevano tutti, da sempre. Ma tutti lo conoscevano come Oskar, ‘quello della Oskar Press, studio fotografico del Viale San Martino, lato monte, dove c’era la tabaccheria Rasconà.
Magro, spesso trasandato nel vestire, capelli lunghi, raccolti in un codino divenuto grigio nel tempo, ma lui lo portava da quando erano scuri. L’immancabile macchina fotografica a tracolla, lo sguardo vivo, attento ma anche un po’ sornione, Oskar sembrava fregarsene del mondo, invece aveva un cuore che racchiudeva il mondo. Almeno il suo mondo, quello che si era creato negli anni: Carla, la moglie, Oscar,il figlio, e gli amici di una vita: Natalia, Emilio, Ciccio, Letizia. Erano quelli con cui era diventato grande, e qualcuno tra loro era diventato grande con lui.
Io lo conobbi nel 1980, quell’intemperante tutto nervi e scatti, al Giornale di Sicilia, quando ancora c’era la redazione sul Viale San Martino. Io giornalista da poco, lui fotografo da quando era nato. Con lui ci appostammo per fotografare il primo uomo divenuto legalmente donna a Messina.
“StrappateLe una dichiarazione”- ci aveva detto il caposervizio. E gliela strappammo sì. Fu ‘l’insolente’ Oskar a bloccare la neo-signorina, che inizialmente non voleva rispondere, ma lui, incalzante, la convinse della opportunità che le si offriva: raccontare la sua storia. A quel punto per me fu tutta ‘strada in discesa’.
Era bravissimo nel suo mestiere, quel piccolo grande uomo. Talmente bravo, talmente grande, che ha stentato ad adattarsi al nuovo modo di fare foto-giornalismo. E visto che, “o ti adegui o muori”, lo hanno dimenticato.
Oskar era così, temerario, trasgressivo,incontenibile, irriverente, ‘incontinente’, ‘prendere o lasciare’: ci ha lasciati lui. Oskar era Oskar. E come lui nessuno più.
Patrizia Vita

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6 Comments

  • Armando scrive:

    Eravamo Amici,sempre con cordialità e rispetto.

  • Rosario Margareci scrive:

    Ciao Oskar,
    Sei stato il fotografo di tutta la mia famiglia.
    Grande fotografo e grande Amico.

  • Gianpiero Foresta scrive:

    Ciao Oskar, ci salutavamo sempre,da sempre, da ragazzi pur non conoscendoci personalmente. Col tuo andar via tramonta un altro tassello di Messina, della nostra Messina quella dolce, vivace, allegra e sincera Messina di una volta.
    Ciao Oskar, tu che avrai modo di vederci dall’alto, ferma ancora una volta con uno dei tuoi scatti il momento più bello e portalo con te per non dimenticarci, così come come noi non ti dimenticheremo. Ciao

  • SEBASTIAN PULEO scrive:

    OSKAR Ciao mio caro Amico a questa citta’ manchera’ il tuo scatto ma sicuramente da lassu’ ne farai tantissimi. Non potro mai dimenticare le notti trascorsi insieme durante la mia protesta del 30 agosto 2004 sino a gennaio 2005 giorno e notte al palazzo Zancle. Tu che mi dicevi di non mollare e non ho mollato ho vinto Grazie anche a Te che la notizia la portasti nelle piu’ grandi testate giornalistiche Italiane ed Europee. Grazie Oskar da lassu’ non dimenticarci . A ben rivederci
    Sebastian Puleo.

  • Gianni Ruta scrive:

    Lo notai per la prima volta sul marciapiede lato UPIM nell’immediato dopoguerra con in mano la sua macchna fopografica a femare i passanti. Armato della sua non moderata insistenza, fermava i passanti e, volente o nolente spesso qualcuno si fermava. Certo, la sua insorgenza professionale e psicologica :le coppie: marito e moglie o giovani fidanzati non facilmente si sottrraevano. Aveva il laboratorio, in quel lato in uno scantinato, sempre nei pressi dell’UPIM. Anchìio mi feci scattare una foto. Dopo, a partire dal 1980, quando iniziai ad organizzare ” serate” culturali o sportive ( boxe), il mio fotografo era lui. Successivamente, dopo anni, lui cedette la
    macchina a suo figlio ed il giovsne Oskar sostituì per me il bravo, navigato, popolare, emblematico papà.nell’arte fotografica. Profondamente rattristato per la triste notizia della sua scomparsa. Un altro personaggio popolarmente noto e positivo: la nostra Maria Costa. è aci ha lasciato.

  • PATRICK PERNET scrive:

    ME DISPIACCIO MOLTO LO CONCEVI BENE DUE SETIMANA FA MI A MENDATO UN SERVIZIO DI 20 ANNI PASSATO !!!!!!!!!!!!! RIP OSCAR :(

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