Traghettamento, CittadinanzAttiva: “Far scendere malati e anziani dal treno è illegale”

treno su naveObbligare invalidi e anziani a scendere dai treni mentre sono imbarcati sulle navi traghetto costituisce una violazione di legge. Ad affermarlo è Angela Rizzo, coordinatrice per la provincia di Messina del Tribunale del malato di CittadinanzAttiva, intervenendo sulla discussa decisione di Rete ferroviaria italiana di allontanare i passeggeri dai vagoni durante l’attraversamento dello Stretto di Messina.

“Come è noto – afferma Rizzo, in una nota – in Sicilia, lo Stato di diritto non esiste. Pertanto Rfi, Capitaneria di porto e quant’altri hanno responsabilità in materia, possono tranquillamente ignorare la legge ed obbligare tutti i cittadini, compresi gli invalidi e gli anziani, a scendere dai treni durante la traversata dello Stretto di Messina”.

 

 Secondo la coordinatrice del Tdm, con un simile provvedimento, vengono “violate sia la convenzione sui diritti delle persone con disabilità che la legge 67 del primo marzo 2006 in materia di misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni“.

“Ci auguriamo – afferma – che prontamente tale iniquo provvedimento venga revocato. In caso contrario, poiché la legge citata prevede la tutela giurisdizionale, sia in caso di discriminazione diretta che indiretta, il Tribunale dei diritti del malato mette a disposizione dei cittadini interessati, che si ritengono danneggiati da nuove procedure apparentemente motivate da ragioni di sicurezza (ignorate, se reali, da decenni), i propri legali, giacché il comportamento discriminatorio, nel caso che ci occupa, è evidente. E’ facoltà del giudice – conclude – oltre a provvedere, se richiesto, al risarcimento del danno, anche non patrimoniale, ordinare la cessazione del comportamento, della condotta o dell’atto discriminatorio, ove ancora sussistente, e adottare ogni altro provvedimento idoneo, secondo le circostanze, a rimuovere gli effetti della discriminazione, compresa l’adozione, entro il termine fissato nel provvedimento stesso, di un piano di rimozione delle discriminazioni accertate”.

Il provvedimento recentemente assunto da Rfi con la complicità della Capitaneria di porto di Messina riapre la vertenza dello scorso anno condotta dal comitato #ilferribottenonsitocca contro la riduzione dei treni a lunga percorrenza.

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