Teatro, Puglisi “litiga” con la Cgil. I sindacati: “Va rimosso”

teatro V.E per nuovoGiornata di passione quella vissuta ieri al Teatro Vittorio Emanuele, dove i lavoratori della FP CGIL e della FP CISL, dopo decine di appelli e richieste di incontro rimaste inascoltate, nel corso dell’assemblea convocata per discutere della questione teatro, hanno deciso di occupare la sala in cui era in corso la riunione del Cda. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata approvazione del bilancio, questione che ha gettato nello sconforto le maestranze in attesa del pagamento dello stipendio. A preoccupare, considerata la precaria situazione economico-finanziaria dell’ente, è la futura stabilità finanziaria, da cui dipendono le sorti di un centinaio  di persone.

La decisione di occupare è stata la conseguenza del rifiuto del presidente Maurizio Puglisi di ricevere i lavoratori. “Puglisi – scrivono la segretaria generale della FP CGIL Clara Crocé e di settore, Rosa Raffa – ha reagito male, assumendo un atteggiamento scorretto nei confronti di persone che hanno diritto di conoscere il loro futuro”.

Alla fine della riunione del Cda – secondo quanto riporta la nota della Cgil –  il Presidente Puglisi sarebbe andato via rifiutando qualsiasi confronto con i lavoratori e il sindacato e avrebbe apostrofato con ingiurie di comportamenti fascisti la segretaria Cgil Clara Crocè.

“Le affermazioni del presidente Puglisi – affermano i sindacalisti – sono inaccettabili. Di fronte a parole del genere, non possiamo che chiedere al sindaco l’immediata rimozione dello stesso Puglisi ed inoltre, insieme ai rappresentanti della FP CISL, valuteremo la possibilità di chiedere condanna per comportamento antisindacale. Alcuni componenti del CDA  hanno preso le distanze  e hanno stigmatizzato i comportamento assunto dal Puglisi. Un componente  del CDA si è fermato con i lavoratori per spiegare alcuni passaggi relativi all’approvazione del bilancio e alla nomina del sovrintendente”.

“Intanto i lavoratori aspettano risposte che non arrivano –  concludono i segretari generali delle funzioni pubbliche di CGIL e CISL –le maestranze non percepiscono stipendi da due mesi , a causa della mancata approvazione del bilancio ed esprimiamo preoccupazioni in merito alla prossima programmazione e agli stanziamenti delle somme in bilancio . Non possiamo consentire che scelte sbagliate abbiano delle ricadute negative sui lavoratori”.

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