Ponte, Grioli di Scuola Politica: “Si faccia un referendum”

ponte stretto bella bella nuovoDopo le esternazioni del premier Matteo Renzi, che ha riacceso i riflettori sul ponte sullo Stretto, dicendosi pronto a sbloccare i lavori, da più parti arrivano le reazioni. Già ieri il sindaco Accorinti, da sempre nopontista, ha ribadito il suo no all’opera. Oggi si registra la presa di posizione di Pietro Grioli, portavoce di Scuola Politica Messina. Questo il comunicato stampa di Grioli:

“Ancora una volta si celebra l’arroganza ideologica del Sindaco – scrive Grioli –  che non perde occasione di infierire sulla Città morente. L’ultima uscita in ordine di tempo la reazione egocentrica della “belva” Accorinti contro le dichiarazioni che il premier Renzi ha fatto in favore della costruzione del Ponte sullo Stretto, in occasione della celebrazione dei 110 anni del gruppo Salini-Impregilo. Renzi fa i suoi giochini di parole anche su un tema serissimo, quando dice “se voi (Salini-Impregilo) siete in grado di sbloccare le carte e sistemare ciò che è fermo da dieci anni, noi lo sblocchiamo” il Ponte. Ma quali carte deve sistemare un’impresa che già da cinque anni ha depositato il progetto definitivo e tutti gli studi di fattibilità, impatto ambientale e sicurezza? Non è compito del Governo dare attuazione a quelle “carte”? E, ancor peggio – prosegue il portavoce di Scuola Poliica –  Accorinti si arroga il diritto di interpretare le idee dei messinesi quando dal Palazzo tuona che “non si azzardi neanche Renzi a parlare di Ponte sullo Stretto, la nostra città si opporrà in tutti i modi”. Quale sarebbe la città all’opposizione del Ponte.

La città in agonia per disoccupazione e cantieri fermi o quella che muore di fame, in alcuni ceti sociali, in senso letterale? La Messina che ha una massa debitoria di 549 milioni di euro e che dopo cinque versioni diverse di piano di riequilibrio vive con la ghigliottina del default sulla testa? O quella che si oppone con tutti i mezzi è la città cui viene elemosinata dal decreto di assegnazione delle risorse delle ex province la somma di 291 mila euro per il 2016 in acconto dei 972 mila, mentre alle altre città metropolitane Catania e Palermo rispettivamente somme più che doppie e più che triple? Dove era Accorinti – sindaco metropolitano – quando suoi colleghi in rappresentanza dei bisogni dei propri cittadini definivano i criteri poi adottati nella distribuzione delle somme? Persino Enna o Agrigento, città ben più piccole di Messina e non “metropolitane”, hanno strappato stanziamenti superiori. Che ci guadagna una città stremata da assenza di iniziativa economica a opporsi ” in tutti i modi” contro la realizzazione del Ponte puntando – dice il primo cittadino – su “motivazioni forti che ci spingono a dire di no” come ormai da “15 anni di battaglia contro questa infrastruttura”? Non sono le motivazioni dei messinesi che vedono nel Ponte un treno da prendere dopo che altri sono stati persi. E i “15 anni di battaglie contro” di Accorinti sono quelle dei traghettatori, degli ambientalisti fondamentalisti, dei difensori del grumo di interessi formatosi intorno al No al Ponte. Ad Accorinti no – conclude Grioli – ma ai messinesi importa di un impatto economico diretto, indiretto e indotto della sola fase di cantiere pari a circa 6 miliardi di euro; e i nostri concittadini sono interessati a una ricaduta occupazionale, diretta ed indiretta, pari a circa 40.000 unità/anno limitatamente alle Regioni dello Stretto. Se Accorinti è così certo, faccia un referendum tra i messinesi e decida il popolo se il Ponte deve farsi oppure no. Questa la sfida, il sindaco abbia il coraggio e il buon senso di accoglierla”.

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