Petizione contro i tir in citta, firma anche il comandante Ferlisi

petizione-contro-i-tir-a-MessinaCalogero Ferlisi, comandante della Polizia Municipale, ha messo per iscritto la sua contrarietà al transito dei tir in città. C’era anche la sua firma nel registro che raccoglie le adesioni alla petizione organizzata da Michele Barresi, Saro Visicaro, Renato Coletta e Mario Buzzai. Questa mattina è stato allestito un banchetto davanti al Palacultura, sabato invece sarà possibile aderire alla raccolta firme a piazza Cairoli. Oltre 300 le firme raccolte in sole dure ore durante la mattinata.

“L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – è  finalizzata alla liberazione delle vie cittadine dal traffico gommato pesante e alla restituzione della rada San Francesco alla città, proseguirà con altri eventi analoghi nelle prossime settimane.

“La preoccupazione sul tema della sicurezza delle strade invase dai tir è ancora forte e si vede dall’affluenza dei tanti cittadini che oggi si sono recati al banchetto delle firme per dare il loro contributo – dichiarano i promotori – e le ultime novità sulla realizzazione del terzo approdo a Tremestieri non ci sembrano possano rappresentare la soluzione al problema ma, se questo progetto è realmente funzionale e crea le condizioni per la contestuale sottoscrizione di un accordo con gli armatori che sancisca l’obbligo della piena utilizzazione dell’approdo a sud con un minimo di 70 corse giornaliere ad orari cadenzati e programmati, potremmo dire che si tratterebbe di una prima risposta alle rivendicazioni che questo movimento ha recentemente avanzato”.

E’ di ieri la notizia del reperimento nelle pieghe del  Pon 2007/2013, da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dei 6 milioni e mezzo di euro mancanti per la costruzione del nuovo porto a sud della città. Intanto, occorre fare i conti con l’esistente.

“Non parliamo certamente della soluzione al problema – affermano i promotori, sempre con riferimento al terzo approdo – ma di una nuova soluzione tampone, che dal punto di vista tecnico ci lascia perplessi per questioni di fragilità, dovuta alle condizioni marine, del futuro terzo approdo. Reputiamo che solo la definitiva liberazione della rada San Francesco e la sua restituzione alla città sia la via da seguire e non vorremmo che il progetto del terzo scivolo a sud avanzato dall’Autorità portuale possa essere un’ulteriore melina e creare le condizioni utili per spianare la strada ad un prossimo rinnovo della concessione della Rada San Francesco. Ci aspettiamo che l’amministrazione comunale su questo manifesti una posizione netta e coerente con quello che era il suo programma elettorale”.

La raccolta firme ha incontrato pure il favore, e l’adesione, del Partito comunista dei lavoratori, come annuncia il coordinatore provinciale, Giacomo Di Leo: “Si continuano a sprecare soldi pubblici sul ‘porto delle nebbie’ di Tremestieri per la costruzione del terzo scivolo, senza tenere conto delle proteste e delle denunce portate avanti in questi anni da cittadini e associazioni, né delle note formali del comandante della polizia municipale. Come Pcl riteniamo che, per limitare i danni dell’attraversamento dei tir, bisognerebbe imporre agli armatori l’espletamento delle 70 corse da Tremestieri, utilizzando al 100% le potenzialità degli scivoli, e non al 60% come finora si è fatto”.

 

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